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17 ottobre 2008

Italics - Quarant'anni di arte italiana in mostra

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GBA

Contact di Gabriele Basilico

A Palazzo Grassi a Venezia fino al marzo 2009 la mostra d'arte più discussa dell'anno, un percorso alternativo nella nostra storia recente. Scopri i dettagli e guarda le opere principali nella fotogallery

di David Saltuari

E' possibile raccontare gli ultimi quarant'anni di storia senza finire dentro il labirinto della critica ufficiale? Questa è la domanda alla quale Italics, Arte italiana fra tradizione e rivoluzione, tenta di dare una risposta. Il problema, secondo il curatore Francesco Bonami, è che l'arte italiana degli ultimi quarant'anni è stata oppressa e castratta dalle varie famiglie (politiche, religiose, estremeiste o di casta) che hanno occupato lo spazio politico e culturale italiano. Per essere accreditati bisognava fare parte di un gruppo più vasto, fosse esso un partito politico, la chiesa, il movimento extraparlamentare o un grande gruppo industriale. Il risultato è, sempre secondo Bonami, che un'intera generazione di artisti è stata o esclusa a priori o imbrigliata all'interno di canoni validi solo nel nostro paese causando la marginalità internazionale dell'arte italiana e il mito del Genio Italico, del divo artistico a cui basta la fama di provincia.

Chi sono, alla fine, gli artisti italiani conosciuti e influenti in tutto il mondo? "Fontana, Burri, i tredici dell'arte povera, i tre della transavanguardia, Cattelan, Beecroft e Vezzoli? Venti in tutto" si risponde Bonami nella presentazione della mostra. Pochi considerando la potenzialità che c'è alla base. Come ne I Vitelloni di Fellini, continua Bonami, gli artisti italiani preferiscono starsene al sicuro nella propria provincia deprimente e noiosa, piuttosto che affrontare il viaggio alla scoperta del mondo.

Tutto è perduto? No, infatti, ecco il compito di Italics, che, come una ricerca antropologica e archeologica cerca tra le macerie quelle opere che possono raccontare una storia dell'arte italiana diversa da quella accreditata via via dalle varie scuole o correnti. Un percorso non (necessariamente) cronologico per riscoprire con uno sguardo nuovo l'arte nel nostro paese.

Un progetto molto ambizioso che ha suscitato vive polemiche. Al di là delle premesse teoriche, stimolanti ma, per qualcuno, discutibili, l'inclusione o l'esclusione di alcuni nomi ha fatto scalpore ben prima che la mostra inaugurasse. Jannis Kounellis ha preteso, in polemica con il curatore, la rimozione di una propria opera, mentre gli eredi di Fausto Melotti hanno impedito l'esposizione dei suoi lavori.
Il risultato è comunque una mostra che ha riportato il dibattito intorno all'arte sulle pagine dei giornali, ha mosso le acque e si è fatta portatrice di uno sguardo originale sulla storia italiana degli ultimi quarant'anni. Un occasione da non perdere per rimettersi in discussione e aprirsi a nuovi sguardi.

Guarda la fotogallery con le principali opere esposte

Italics, Arte Italiana fra tradizione e rivoluzione, 1968 - 2008 è la mostra curata da Francesco Bonami in corso di svolgimento presso Palazzo Grassi a Venezia fino al 22 marzo 2009.
Aperto dalle ore 10 alle ore 19
Chiusura della biglietteria alle ore 18
Chiuso il martedì e nei giorni 24,25,31 dicembre 2008 e 1 gennaio 2009
Ingresso Intero 15 euro con agudioguida / 10 euro biglietto semplice

E' possibile prenotare la visita online cliccando qui.

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