24 ottobre 2008

Jean Michel Basquiat, la Pop-Art è a Roma

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Jean Michel Basquiat & Francesco Clemente - Collezione Alba e Francesco Clemente

In mostra fino al febbraio 2009 le opere del maestro americano. Più di quaranta dipinti, alcuni inediti e altri realizzati in collaborazione con Andy Warhol. Guarda le foto

di Barbara Ferrara


La Fondazione Memmo presenta al pubblico più di quaranta dipinti tra cui alcuni inediti e altri realizzati in collaborazione di Andy Warhol, suo amico e mentore.
La vita di Basquiat, in arte Samo (SAMe Old Shit- letteralmente la solita vecchia merda) fu travagliata, oltre che breve. Ispirato dai cartoni animati iniziò a disegnare a soli quattro anni e morì a ventotto stroncato da un’overdose di eroina.
Le sue opere riflettono inquietudine, angoscia, rabbia e voglia di vivere, agli eccessi, senza regole. La famiglia disgregata, il grave incidente subito da bambino, le discriminazioni razziali, l’abbandono precoce della scuola e la dipendenza dalla droga segnano il suo tormentato destino.

La realtà di Samo è fatta di fantasmi da scacciare, angeli, scheletri, allucinazioni, demoni, sogni, fumetti, scritte e graffiti. Nel 1977 parte alla conquista di New York con la sua  bomboletta spray e lascia la sua ironica firma sui muri e sui vagoni della metropolitana. Per la prima volta, nel 1980 l’esuberante lavoro di Basquiat viene esposto al pubblico nell’ambito di Times Square Show, il successo però arriva quando Il re della Pop-Art, Andy Warhol entra nella sua vita, come amico e collaboratore. I due sono uniti da un legame profondo e insieme lavorano in grande sintonia fino alla morte di Warhol che sconvolge pesantemente la vita di Samo.

Da graffitaro a superstar della pittura, Basquiat riflette la New York degli anni ottanta, e fa riflettere. Oggi, a quasi vent’anni dalla morte, la sua arte continua ad affascinare e a richiamare l’attenzione del grande pubblico.

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