Caricamento in corso...
02 dicembre 2008

Tim Hetherington: "Sono un testimone, uno story teller"

print-icon
Tim

Un soldato dell’esercito afgano osserva un elicottero Black Hawk che decolla dal tetto di una casa. Valle Korengal, Provincia di Kunar, Afghanistan. Ottobre 2007 - Copyright Tim Hetherigton Vanity Fair / Grazia Neri

Il giovane fotografo inglese, sempre sul fronte insieme a soldati e ai ribelli, scatta la foto dell’anno e conquista il Lucca Digital Photo Festival 2008. Guarda la fotogallery

di Barbara Ferrara

Tim Hetherington, nella doppia veste di vincitore del World Press Photo of the Year 2008 e del Premio La Nazione, è il protagonista della mostra Battle Company, visitabile fino all’8 dicembre presso la bellissima Villa Bottini di Lucca.

Il reporter inglese, classe 1970, presenta se stesso e si racconta attraverso immagini di guerra, scattate dal fronte. Inizia by chance, così gli piace sottolineare, a 26 anni, dopo gli studi in Letteratura. Da quel momento la sua ricerca ha inizio e oggi prosegue a 360 gradi. Non gli piace essere definito solo un fotografo: Ammetto di sembrare provocatorio, ma non voglio essere limitato da nessun tipo di etichetta. Per me la Fotografia è solo un modo per comunicare, non l’unico. Io sono un testimone, uno story-teller .E poi sono anche un film maker, oggi c’è ancora una linea di demarcazione tra il fotografo e il film maker, domani per le nuove generazioni non ci sarà più alcuna differenza. Non voglio essere considerato per la forma quanto per il contenuto del mio lavoro.

Poche battute per aver chiaro il personaggio, Tim parla con i gesti e il suo sguardo, spesso non trova le parole ma il messaggio arriva diretto. E’ uno che ha ben in mente di cosa sta parlando. Sul fronte vive insieme ai soldati, ai ribelli, nei bunker, dorme e mangia con loro. Vive in Liberia per tre anni e instaura con la gente un rapporto autentico. La guerra, come l’amore, lo attraggono. Parla di entrambe come di un’esperienza estrema, in qualche modo di confine, che turba ma fa sentire vivi, a dispetto dei milioni di morti.

Le immagini di Tim sono lontane dai muri stuccati delle gallerie d’arte, parlano della cruda realtà quotidiana fatta di paura e stupidità umana. Parla di come milioni di giovani reclute vengano fagocitate nel sistema guerra, di cosa sia convivere con le bombe, nell’attesa del peggio. Vorrei che il maggior numero di persone conoscessero questa verità.

Attualmente collabora con Vanity Fair e sta lavorando a un progetto su un gruppo di soldati americani in Afghanistan. Prossimamente nel 2009 uscirà il suo libro intitolato Long Story Bit By Bit, un condensato di tutto ciò che ho vissuto sul fronte. C’è tutto, dalla mia idea della storia ai miei sentimenti, da quelli dei giovani soldati che ho conosciuto a tutto ciò che ho imparato. Una storia appassionante, una delle tante che Tim con grande slancio, non solo ci racconta ma ci fa vivere.

IL MEGLIO DI SKY CINE NEWS

Tutti i siti Sky