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16 dicembre 2008

Tom Porta, visioni di una Milano post-apocalittica

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Tom Porta - San Siro

A febbraio il giovane pittore esporrà una serie di dipinti in cui immagina le principali città europee in disfacimento. Ma già quest'anno, nel corso di una personale intitolata La nube purpurea, aveva "distrutto" Milano. Guarda la gallery

di Marco Agustoni

Con le sue pennellate ha distrutto Parigi, Berlino, Londra. Le principali città europee si sono disgregate sotto la forza del suo tratto, diventando le fantasmatiche protagoniste di una serie di quadri che saranno esposti a febbraio a Milano, nel corso della mostra La nube purpurea: No Man’s Land. Ma il giovane e promettente Tom Porta è uso a questo genere di sfacelo, poiché già quest’anno aveva immaginato la sua città, Milano, erosa dal tempo e dell’abbandono.

Questo primo capitolo della saga post-apocalittica di Tom Porta si intitolava, per l’appunto, La nube purpurea, dal titolo di un libro di M. P. Shiel del 1901, il cui protagonista rimaneva l’unico uomo sulla Terra dopo che una nuvola tossica e rossastra aveva sterminato l’intera umanità. All’interno della mostra presentata presso la Galleria Arteutopia di via G. G. Mora, Porta ha dunque esposto una decina di tele in cui ha ritratto una Milano deserta, segnata dal tempo e riconquistata dalla vegetazione. Non una metropoli devastata da un cataclisma, ma una città vittima di un lento, inesorabile declino. Lo stesso destino, a breve, toccherà alle altre grandi città d’Europa.

In attesa di vedere le tele di No Man’s Land, scoprite la Milano in rovina de La nube purpurea nella gallery della mostra

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