24 gennaio 2009

Tom Porta, l’Europa ai tempi dell’Apocalisse

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Tom Porta, Paris, olio e smalto su tela, 150x200cm, 2008

Dal 28 gennaio al 15 febbraio, nel corso della mostra La Nube Purpurea: No Man’s Land, saranno esposte all’interno di Sant’Ambrogio a Milano una serie di opere del pittore che raffigurano le principali città europee in rovina. Guarda la gallery

di Marco Agustoni

L’anno scorso ha distrutto Milano. Quest’anno, puntando più in alto, ha deciso di ridurre in rovina l’Europa intera. Non si tratta di una qualche catastrofe naturale – un terremoto, un’inondazione, una pestilenza – ma dell’inesorabile passare del tempo. O meglio, di Tom Porta, promettente pittore che, sulla scia de La nube purpurea di M. P. Shiel, ha deciso di immaginare Londra, Berlino, Parigi, Roma e Venezia abbandonate e in preda al disfacimento (unico “intruso”, uno scorcio di Miami, forse un indizio sulle future intenzioni di Porta). Queste suggestive tele sono state raccolte in una mostra organizzata da Arteutopia intitolata La Nube Purpurea: No Man’s Land e saranno esposte dal 28 gennaio al 15 febbraio all’interno dell’Antico oratorio della passione nella basilica di Sant’Ambrogio, a Milano.

Questa esposizione fa seguito a un’altra, intitolata semplicemente La Nube Purpurea, che aveva per  soggetto e “vittima”, come si è accennato sopra, la città di Milano. L’omonimo romanzo di Shiel cui le due mostre sono ispirate narrava di una nube rossastra che avvolgeva la Terra e decimava ogni essere vivente a esclusione del protagonista, lasciando i villaggi e le metropoli alla mercè della vegetazione e della lenta erosione causata dagli agenti naturali: i quadri di Porta ci fanno, in pratica, vedere l’orrore che lo scrittore britannico aveva tentato di trasmettere. Chissà che, in tempi di angosce collettive e di pessimismo globale, constatare che “tutto sommato potrebbe andare peggio” non contribuisca a risollevarci il morale.


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