27 gennaio 2010

Edward Hopper conquista Milano: guarda la fotogallery

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Hop

A Woman in the Sun (Donna al sole) 1961, olio su tela, 101,92 x 155,58 cm Whitney Museum of American Art, New York; donazione per il 50° anniversario del Mr. and Mrs. Albert Hackett in onore di Edith e Lloyd Goodrich 84.31 © Whitney Museum of American Art, N.Y.

Chiude il 31 gennaio la mostra che celebra il genio del pittore americano. Per far fronte alle richieste del pubblico, Palazzo Reale osserverà l'orario prolungato e sabato 30 e domenica 31 gennaio resterà aperto eccezionalmente fino alle ore 24

L’evento, promosso dal Comune di Milano - Cultura e dalla Fondazione Roma con la collaborazione di  Arthemisia, Whitney Museum of American Art e Fondation Hermitage di Losanna, è un’occasione unica per conoscere più da vicino il grande talento di un uomo che, scomparso all’età di ottantaquattro anni, ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama del Realismo statunitense. Il pittore che più di ogni altro ha saputo rappresentare la vita quotidiana e la solitudine dell’uomo moderno.

L’opera di Hopper è stata celebrata in diverse mostre e ha ispirato innumerevoli pittori, poeti e registi. Eloquente il tributo del grande John Updike  che in un saggio del 1995, definisce i suoi quadri “calmi, silenti, stoici, luminosi, classici”. La mostra, suddivisa in sette sezioni, percorre tutta la sua produzione, dalla formazione accademica agli anni in cui studiava a Parigi, fino al periodo “classico” e più noto degli anni ‘30, ‘40 e ’50, per concludere con le grandi e intense immagini degli ultimi anni. Il percorso prende in esame tutte le tecniche predilette dall’artista: l’olio, l’acquerello e l’incisione, con particolare attenzione all’affascinante rapporto che lega i disegni preparatori ai dipinti: un aspetto fondamentale della sua produzione fino ad ora ancora poco considerato nelle rassegne a lui dedicate.

In mostra scorci di vita nei tranquilli appartamenti della middle class, spesso intravisti dietro le finestre da un treno in corsa, immagini di tavole calde, sale di cinema, divenute delle vere e proprie icone, dune di sabbia arse dal sole, fari e modesti cottage, animati da sensuosi contrasti di luce e ombra. Ogni dipinto racconta una storia e lascia che lo spettatore evochi le proprie.

Da Milano la mostra si sposterà a Roma, presso il Museo della Fondazione Roma, dal 16 febbraio al 13 giugno 2010.

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