01 ottobre 2009

Brooke Shields censurata, per lei niente mostra

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Brooke Shields sexy detenuta nel musical Chicago ©AP/LAPRESSE

Rimosso il nudo giovanile dell’attrice dall’esposizione “Pop life. Art in a material word” inaugurata oggi 1° ottobre alla Tate Modern di Londra. La foto incriminata scattata dall’artista newyorkese Richard Prince fa scandalo e chiama in causa la Polizia

di Lorenzo Longhi

Ha aperto le sue sale ai visitatori questa mattina, alla Tate Modern di Londra, ma fa già scandalo: “Pop life - Art in a material word” è la mostra che, da oggi sino al prossimo 17 gennaio, occuperà l’ala del museo dedicata alle esibizioni temporanee. A fare discutere, prim’ancora della qualità della mostra e delle opere presentate (da Wahrol a Hirst, passando per Jeff Koons, ex marito di Cicciolina), è la controversa fotografia dell’artista newyorkese Richard Prince che ritrae l’attrice Brooke Shields bambina, all’età di 10 anni, in piedi in una vasca da bagno, nuda, con il viso segnato da trucco pesante e sguardo fisso verso l’obiettivo. La foto è stata rimossa dall'esposizione: «Un’immagine al limite della pornografia infantile, certamente nulla a che vedere con l’arte», ha sentenziato Michele Elliott, fondatrice di Kidscape, organizzazione per la tutela dell’infanzia.

Di più: l’opera si trovava in una sala al cui ingresso un cartello avverte i visitatori del contenuto “challenging”, provocatorio, dell’immagine, «un avviso che rappresenta una vera e propria calamita per i pedofili», ha proseguito Elliott. “Spiritual America”, questo è il nome dell’opera al centro del caso, è in realtà una fotografia di una fotografia, originariamente commissionata dalla madre di Brooke Shields, che intendeva fare da subito della figlia una star (e non a caso il primo film con la Shields, “Pretty Baby”, data appena due anni dopo) a Garry Gross, nel 1975. La polemica, che già investe i forum di appassionati d’arte e istituzioni religiose, fa segnare anche l’intervento della Polizia metropolitana londinese, che si è detta pronta a valutare le proteste del pubblico.

Ma, al di là dello scandalo, “Pop life - Art in a material word” si segnala anche per un’altra iniziativa: la Tate è infatti alla ricerca di gemelli identici che vogliano essere parte di un’opera di Damien Hirst, sedendosi davanti a due “Spot paintings” speculari, posti una accanto all’altro. 7,60 sterline all’ora il “salario” di chi vorrà sentirsi, per qualche attimo, al centro dell’arte. In tempo di crisi, non si sa mai…

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