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12 febbraio 2010

Chiara Rapaccini: ecco l’amore ai tempi di RAP

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Chiara Rapaccini con una delle sue creazioni

Dalle principali gallerie d’arte del mondo alle mani degli italiani. La poliedrica artista romana, in arte RAP, presenta Lovstori (Amori Sfigati), una collezione di 50 “santini” dedicati al mal d’amore

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di Giuseppe Lamanna

L’amore è davvero una cosa meravigliosa? Difficile negarlo, soprattutto a San Valentino. Altrettanto complesso è sostenerlo. Dopo tutto, chi non ha mai sofferto per amore scagli la prima scatola di cioccolattini. Contro il buonismo imperante della festa degli innamorati, Chiara Rapaccini in arte RAP dice la sua su questo folle sentimento, attraverso la sua ultima opera pubblicata da Salani Editore
. Si chiama Lovstori (Amori Sfigati), ed è una raccolta di 50 santini da regalare ad amici, innamorati, da attaccare sui diari, sul frigo o da scambiare come le mitiche figurine, che raccontano gli amori sfortunati, le timidezze e le ingenuità del cuore di innamorati contemporanei, quasi tutti perdenti, ma teneri e autoironici.

Come nasce l’idea di creare un lungo fumetto anti-San Valentino, su un tema quasi intoccabile come la festa degli innamorati?
È la naturale evoluzione di un’opera che ho esposto in tutto il mondo. Da Roma a Bruxelles, passando per Parigi fino a New York, attraverso le pagine separate di questo lunghissimo fumetto rappresento la dura verità sui rapporti di coppia tra uomo e donna, parlando di amori sfigati.

Da dove arriva l’ispirazione per raccontare l’amore sfigato?
Purtroppo dalla realtà quotidiana, e principalmente dalla mia personale esperienza. Ormai posso essere onesta e diretta da dire che il 70% degli argomenti trattati nelle mie opere è capitato a me. Il resto, arriva dal confronto con amici e conoscenti, ognuno dei quali ha voglia di raccontare liberamente i propri disastri del cuore.

Passando in rassegna le diverse situazioni raccontate, è impossibile non ritrovarsi davanti a qualcosa di già vissuto in prima persona.

Ognuno di noi ha sofferto per amore. Questo è un dato incontestabile. Quello che ho voluto fare è stato raccontare una serie di storie profonde, anche dolorose, ma in maniera non superficiale usando spesso l’ironia e il sarcasmo. La mia ispirazione in questo senso sono stati Elio e le storie tese (www.elioelestorietese.it), i cantori per eccellenza delle sfighe umane, capaci di raccontare delle vere e proprie tragedie umane in maniera non semplicistica.

Nata come opera d’arte moderna, adesso LovStori è diventato un vero e proprio “gioco” della verità.

È stata una cosa del tutto spontanea e non preventivata. Da Roma a Genova, mi raccontano infatti che le persone nelle varie parti d’Italia giocano con le mie carte come fossero delle figurina. Le carte vengono disposte in ordine, tutte coperte, e successivamente ognuno dei partecipanti ne gira una. Chi ha girato la carta racconta la sua esperienza personale sull’argomento rappresentato in essa.

Rispetto alla mostra che ha girato il mondo, composta da 100 illustrazioni, in LovStori (Amori sfigati) ne troviamo la metà. Qual è stato il criterio di selezione?
Come per qualsiasi scelta, si decide sempre per le migliori. Non è facile realizzare una carta che racconti una storia drammaticamente ironica. Ho pubblicato quelle che hanno un ritmo di gag, perché ovviamente non tutto fa ridere. Le carte di Lovstori sono molto impressioniste in questo, devono ottenere un effetto immediato in chi le osserva e le legge.

La sua produzione artistica è estremamente varia. Dalle illustrazioni alle campagne pubblicitarie, passando per la scrittura per il cinema e addirittura le etichette per un’azienda vinicola
.
Non mi sono mai posta limiti artistici. Scrivo articoli, romanzi, faccio la designer di mobili, ma alla fine dico che è sempre tutta la stessa cosa. Chi è mentalmente creativo non ha difficolta a passare da una cosa all’altra. Alla fine, la scrittura come la pittura non sono altro che diverse espressioni della stessa creatività. Attualmente ad esempio, sto ultimando un romanzo dal titolo La bambina buona, una graphic novel ispirata con grande ironia alle mie vicende personali.

Adesso arriva San Valentino, è meglio regalare Lovstori ad uomo o ad una donna?

È indifferente. L’unica cosa che cambia sono le reazioni. Le donne ridono a crepapelle, giocano e si regalano le carte. Gli uomini non solo non ridono mai, ma si avvicinano e mi fanno i complimenti per i colori. Ma come? Scrivo cose anche cattive e voi vi concentrate sui colori? Ironia zero. Alla fine, forse, ha ragione mio marito Mario Monicelli quando dice che il vero amore si misura a tavola, perché a letto sono bravi tutti!

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