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21 maggio 2010

Pao: "Il mio è un Mondo Tondo"

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Pao - Mondo Tondo

Dal 20 maggio al 4 luglio la galleria Prospettive d'Arte di Milano ospiterà la prima personale dello street artist diventato celebre grazie ai suoi pinguini disegnati sui panettoni stradali meneghini. Leggi l'intervista e guarda la fotogallery

di Marco Agustoni

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Quando qualche anno fa i panettoni stradali milanesi si sono improvvisamente trasformati in tanti pinguini da fumetto, il nome di Pao, lo street artist responsabile di questa metamorfosi, ha cominicato a girare prima per le bocche degli appassionati dell'arte di strada, poi per le sale delle gallerie e dei musei (tra tutti il PAC di Milano che ospitò nel 2007 la celebre mostra Street Art, Sweet Art). Ora la galleria milanese Prospettive d'Arte ha dedicato a Pao la sua prima personale, intitolata Mondo Tondo, che andrà avanti dal 20 maggio al 4 luglio. Ecco come l'artista introduce la sua opera.

Come è nata l'idea per i suoi celebri pinguini-panettoni?

Sono nati per associazione di idee, in qualche modo. Tutto partì da questo fumetto che stavo disegnando a capodanno del 2000, in Germania, il cui protagonista, ispirato a questa mia amica che aveva freddo ed era imbacuccata, era un personaggio simile a un panettone stradale. Tornato a Milano mi sono accorto di questa somiglianza e da lì è nato questo pinguino. Di colpo mi venne l'idea di disegnarlo sui panettoni che vedevo per strada. L'obbiettivo iniziale era quello di uscire sulla “foto del giorno” di qualche giornale e devo dire che l'ho raggiunto subito... poi ho scoperto che la cosa piaceva e allora ho continuato.

Quando ha capito che l'arte oltre che una passione era diventato un lavoro?
È stata una cosa graduale. Io già lavoravo in teatro come macchinista e allestivo le scenografie, quindi da quello a passare ai primi lavori su commissione, tipo murales per fiere e negozi, è stato lineare, perché stavo già in un'ambiente artistico. Mi sono accorto che l'arte poteva diventare il mio mestiere principale negli ultimi anni, soprattutto con la mostra al PAC.

Da dove nasce questo interesse per le forme tondeggianti che sembra caratterizzare la sua opera?
C'è un proverbio che dice che chi nasce quadrato non può morire tondo. Ed è divertente perché la mia compagna quando guarda le mie foto di quando ero giovane dice che ero quadrato. Ora invece sono tondo, quindi per assurdo il passaggio l'ho fatto... Comunque trovo che il tondo sia più completo e possa rappresentare la totalità, mentre il quadrato ha sempre dei lati finiti, degli spigoli. Il cerchio invece tende all'infinito.

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