19 luglio 2010

Le forme del Tempo

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After A - Roelof Petrus - Yo landi visser

E’ il tema della seconda edizione di Reportage Atri Festival, rassegna di respiro internazionale dedicata al giornalismo di testimonianza e d’inchiesta. 14 sono le mostre fotografiche aperte fino al 29 agosto 2010. Guarda la gallery

Il tema di quest’anno sono le forme del tempo, nelle immagini di Haiti 2010 curata da Annalisa D’Angelo, che racconta, attraverso gli scatti di Paolo Pellegrin, Larry Towell, Bruce Gilden e Peter van Agtmael la tragedia che lo scorso 12 gennaio ha messo in ginocchio la Repubblica di Haiti. After A, appunti fotografici sul Sud Africa, curata da Federica Angelucci, collettiva di giovani fotografi sudafricani che raccontano il loro paese oggi, dieci anni dopo l’apartheid.

Picture Post, curata da Dewi Lewis, Gesti dell’Anima di Marco Anelli in cui l’autore cattura la fisicità dell’esecuzione di solisti e direttori d’orchestra durante le loro performance. Palazzo di Marina Cavazza, un viaggio autobiografico all’interno di Palazzo Borghese. Luigi Barzini. Impressioni di viaggio. 1900-1902, racchiude circa 170 disegni di personaggi, figure tipiche, paesaggi, monumenti incontrati nei paesi visitati dallo storico inviato.

Krusha e Madhe (1999-2009), un villaggio dopo la guerra di Ivo Saglietti racconta le trasformazioni avvenute nei dieci anni che hanno seguito la guerra in Kosovo. All’Est dell’Est di Klavdij Sluban, un viaggio lontano dai clamori politici e dagli sviluppi industriali che descrivono oggi l’oriente. Journal from Istanbul di Ali Taptik, una città indistinta raccontata nel suo vissuto quotidiano. Panigiria di John Demos, scatti di una festa religiosa ma prima ancora una celebrazione di origine pagana in onore di Dioniso. Istante decisivo a cura di Giovanna Calvenzi e Pietro Rolandi immortala gli istanti fissati al momento in cui il vincitore taglia il traguardo.

Racconto di un’epoca a cura di Maria Francesca Bonetti, mostra le foto inedite degli album della principessa Anna Maria Borghese. Se fossi Mao di Tommaso Bonaventura rappresenta il concetto di serialità. Temporaneamente, di Alessandro Imbriaco, fotografie scattate a Casilino 900, il campo nomadi più grande di Roma, chiuso di recente.

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