Caricamento in corso...
15 dicembre 2010

“Ma quale arte? Questa è spazzatura!”

print-icon
art

"La Venere dell'immondizia" (2010) di Monicelli e Pagone, un omaggio alla "Venere degli stracci" del 1967 di Michelangelo Pistoletto. Immagine da monticelliepagone.jimdo.com

Da Arman a Michelangelo Pistoletto, sono tanti gli artisti che hanno scelto i rifiuti per le proprie opere. Ultimi della lista, gli autori de “La Venere dell’immondizia”. LE FOTO

di Camilla Sernagiotto

Se i rifiuti sono all’ordine del giorno su tutti i giornali, adesso lo sono anche su tutti i cataloghi di mostre e musei: per qualcuno la spazzatura non è qualcosa da distruggere, bruciare, nascondere, sotterrare, bensì un’opera d’arte degna di un piedistallo.

Si tratta spesso di provocazioni o di tentativi di sensibilizzazione ecologica, dal momento che non sono certo motivazioni estetiche a spingere Jason Mercier, Ha Schult e tutti gli altri maestri della monnezza a servirsene…

Eppure opere come le cosiddette Poubelle (spazzature) di Arman sono indubbiamente piacevoli anche dal punto di vista estetico: colori vivaci di cartacce, plastiche variopinte di bottiglie e contenitori vari, vestiti dismessi, giocattoli rotti… a volte dei veri e propri bauli di ricordi, più che bidoni dell’immondizia.

E l’intuizione che ebbe Arman, esponente del Nouveau Réalisme francese, fu proprio questa: la spazzatura è una delle cose più personali che esistono, contraddistinguendo il proprietario tanto quanto un’impronta digitale.

E se una Poubelle è una radiografia dei gusti e delle abitudini di un uomo, anche i rimasugli sulla tavola non più imbandita sono abbastanza significativi: è la strada percorsa dall’artista Daniel Spoerri, i cui quadri sono veri e propri collage di avanzi di cene tra amici e rifiuti di ristoranti.

Se c’è però uno che ha unito indissolubilmente il suo nome a quello della spazzatura, questo è Ha Schult, l’artista più amato dagli spazzini di tutto il mondo: le sue opere sono infatti cumuli di immondizia modellata ad arte, trasformata nelle sculture più varie nonché variopinte…

Si deve ad Ha Schult anche il primo Hotel costruito con la spazzatura, in particolare con i rifiuti trovati sulle spiagge che, per questo motivo, ha preso il nome di "Save the Beach Hotel".

Meno conosciuto ma da menzionare almeno per la sua originalità, Jason Mercier è specializzato in ritratti musivi di star del cinema e della musica realizzati interamente con cosmetici e medicinali scaduti.

Eppure la spazzatura non è certo una novità per i musei: già l’Arte Povera la introdusse nei vernissage, come nel caso de La Venere degli stracci (1967) di Michelangelo Pistoletto.

E proprio quella celebre opera è stata omaggiata nel 2010 dal duo Monticelli e Pagone con una citazione del maestro Pistoletto: si tratta de La Venere dell’immondizia, opera realizzata utilizzando i rifiuti di Napoli.

IL MEGLIO DI SKY CINE NEWS

Tutti i siti Sky