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25 gennaio 2011

Il punk è morto. Lunga vita al punk!

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Fino al 20 marzo l' Accademia di Francia di Roma ospita "Europunk". Attraverso volantini, manifesti, magliette e fotografie, la mostra intende esaltare il valore artistico del movimento esploso in Inghilterra tra il 1975 e il 1979. GUARDA LA FOTOGALERRY

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Di Massimo Vallorani

Cosa rimane dell'energia del punk a 35 anni dalla sua nascita? Se ci limita esclusivamente al campo musicale ben poco. Se, invece, si tenta di capirne le influenze sulle arti visive la risposta si rovescia e con grande serenità si può dire che il movimento underground, nato alla fine negli settanta in Inghilterra, continua a influenzare, ancora oggi, tutte le forme d'arte, dalla letteratura alla moda, dai fumetti al cinema.

Proprio per indagare i tanti aspetti di questo movimento è nata "EuroPunk", una mostra che getta il suo sguardo nel lustro che va dal 1975 e il 1979 (fino al 20 marzo all'Accademia di Francia - Villa Medici). Un percorso che vuole di fatto "storicizzare" il percorso del movimento punk che presto avrebbe travalicato la musica e trovato sfogo non nella arti tradizionali, non nella pittura, ma bensì in forme alternative di comunicazione. Fumetti underground, fanzine e riviste assemblavano immagini e loghi per costruire messaggi forti e di rifiuto. Ma soprattutto messaggi spiazzanti. Come quello,  forse il più conosciuto,  che campeggia proprio all'ingresso della mostra. Si tratta di un poster che a suo modo pubblicizza una delle prime (e più celebri) canzoni dei Sex Pistols: God save the queen. A idearlo è stato Jamie Reid che ha messo il volto della regina Elisabetta come medaglione della Union Jack. Un volto censurato da "pecette" nere che ne coprono occhi e bocca.

The Sex Pistols - God Save The Queen



Col senno di poi che il punk, almeno nella sua versione visiva e artistica. non è poi troppo lontano da quei movimenti d'avanguardia europea (Dadaismo, Surrealismo) che caratterizzarono il monde dell'arte del primo novecento. Allora, non paia azzardato il commento di Eric de Chassey, direttore dell'Accademia di Francia a Villa Medici e curatore della mostra quando afferma: "E' una questione di Storia dell'Arte. Non di sociologia, né d'antropologia. Il punk è stato uno dei movimenti artistici più importanti del xx secolo". Parole importanti, soprattutto per coloro che hanno creduto nel messaggio del punk, nella sua filosofia distruttiva e rabbiosa, nella sua forza di messaggio alternativo al "sistema" visivo tradizionale.

Info:
EuroPunk. La cultura visiva punk in Europa, 1976-1980
fino al 20 marzo
Accademia di Francia - Villa Medici

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