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24 maggio 2011

Arte nuda (e cruda)

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Uno scatto che immortala una delle performance di nudi firmata Vanessa Beecroft e la celebre "Merda d'artista" di Piero Manzoni

Dal nudo di donna in “Colazione sull’erba” di Manet alle foto di persone senza veli di Spencer Tunick, il costume adamitico va sempre a braccetto con la censura. Ma non è solo la nudità a destare scandalo… GUARDA LE FOTO

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di Camilla Sernagiotto

Che sia un quadro, una statua, una performance o un collage, nell’arte c’è un unico comune denominatore: lo choc!

Entrato a pieno diritto nel vocabolario artistico contemporaneo, lo scandalo che scuote i benpensanti, fa inorridire le vecchiette e gridare alla blasfemia i più conservatori è diventato ormai un marchio di garanzia.

Non c’è pittore, scultore, fotografo o performer che non si pieghi ai dettami dell’arte dello scioccare, parola dei fratelli Chapman e di Paul McCarthy.

Questi due cognomi importantissimi nel panorama artistico odierno (e involontariamente collegati a quello musicale beatlesiano, i primi perché condividono il cognome con l’assassino di John Lennon, il secondo per il nome così simile a Sir Paul) hanno capito l’importanza della scossa, del pugno nello stomaco da sferrare dritto dritto allo spettatore.

Dalle sculture angoscianti, feroci e brutali di Jake e Dinos Chapman ai soggetti ritratti in maniera violenta da McCarthy, oggi l’arte non è più quella da appendere in soggiorno e da mostrare a una vecchia zia in visita, sorseggiando un tè caldo…

Ma lo scandalo non è di moda solo ora: da sempre l’arte va a braccetto con censura e indignazione!

Lo potrebbe confermare Gustave Courbet buon’anima, il pittore francese che nel 1866 lasciò tutti di stucco esponendo il suo celebre olio su tela intitolato L’origine del mondo, un’opera che rappresenta i genitali femminili con uno stile pittorico alquanto realista…

E potrebbe dar man forte a Courbet anche un altro artista francese, ovvero Marcel Duchamp: il padre putativo del Dadaismo non credeva di alzare un tale polverone con la sua Fountain, alias un orinatoio capovolto e firmato con lo pseudonimo R. Mutt.

E Manet? Avrebbe dipinto il suo capolavoro Colazione sull’erba se avesse anche solo sospettato una reazione indignata come quella che scatenò?

Tutto per un nudo di donna, motivo per cui a tanta arte è stata appiccicata in fronte la lettera scarlatta dello scandalo: da Egon Schiele alla contemporanea Vanessa Beecroft, lo scalpore è sempre tale da far passare la voglia a pittori, scultori e fotografi di immortalare bellezze “come mamma le ha fatte”.

Basterebbe applicare al quadro una televisione come cornice, visto che di bellezze come mamma le ha fatte (o quasi) è pieno il piccolo schermo!

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