15 giugno 2011

Quando l’arte incontra il rock

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MARCO LODOLA Beatles 1969 Abbey Road 4 pezzi, 800x300 cm courtesy Memoli Arte Contemporanea, Milano – Potenza

Si intitola LIVE! la mostra che racconta l’incontro tra la storia dell’arte contemporanea e quella del rock. Dipinti, sculture, installazioni, videoclip, fotografie, riviste, film e molto altro ancora. A Prato fino al 7 agosto 2011: guarda la gallery

di Barbara Ferrara

Tra musica, installazioni, videoclip, artworks, vinili, opere grafiche, fotografie, riviste e film, una via di mezzo tra una mostra e un concerto, l’esposizione curata da Luca Beatrice e Marco Bazzini è un viaggio sinestetico che accompagna il visitatore indietro nel tempo e lo conduce alla fine di un percorso che giunge fino ai nostri giorni.

Ad aprire le danze dando il la allo “show” non poteva che essere “Welcome to the Show!” storica (e ultima) esibizione dei Beatles sul tetto della casa discografica Apple e sinonimo di svolta epocale. Da quel momento in poi (era l’anno in cui Jimi Hendrix suonava l’inno Americano con la sua Fender Stratocaster bianca e chiudeva Woodstock) gli artisti manifestavano i propri ideali, innanzitutto.

Slegati dalle regole che governano il business delle case discografiche e degli sponsor, quegli stessi artisti provavano ad uscire dalle masse e distinguersi per l’originalità più che omologarsi ai gusti del pubblico per far soldi come, troppo spesso, avviene oggi.

La storia e la mostra passano attraverso gli anni Settanta, ricordano i Sex Pistols a cui va il merito di aver dimostrato che “essere bravi a suonare” non è la conditio sine qua non per diventare delle star affermate. E la “Bad Painting” che sulla scia rivoluzionaria dei quattro cattivi del punk infrange i propri canoni, dalle regole prospettiche all’uso del colore. Gli Anni Ottanta che vedono l’Italia protagonista con la Transavanguardia e i suoi rappresentanti, il “Made in Italy" e la contaminazione dei generi.

Basquiat porta l’arte sulle strade metropolitane, Madonna inizia a diventare una star e la caduta del muro di Berlino, rappresentata magistralmente da The Wall dei Pink Floyd, cambia la storia del mondo. Il periodo degli unplugged, della musica colta di Bjork e degli Anni Novanta ci introduce negli Anni Duemila, i quali si aprono con un interrogativo che rischia di graffiare le nostre coscienze: “il terzo millennio ha ancora bisogno delle rock star?”

Welcome to the Show! Guarda il video su youtube

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