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20 giugno 2011

Corpi esposti

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Juan Cossio, Nido industrial t.m su tavola 96x99 (particolare)l

E’ il titolo della mostra fotografica ospitata a Milano fino al 25 giugno dalla Galleria Barbara Frigerio Contemporary Art che chiama a raccolta oltre venti artisti ad interpretare il tema del nudo. Eccone un’anticipazione

di Barbara Ferrara

“Estetiche e anestesie del corpo nell’arte contemporanea” questo il focus del progetto espositivo intorno al quale gli artisti chiamati a confrontarsi da Barbara Frigerio, discutono, interpretano e raccontano, ognuno secondo il proprio sentire.

Il tema del nudo è stato da sempre trattato e bis-trattato ciononostante resta attuale, sempre protagonista in trasmissioni televisive, tavole rotonde, dibattiti sociologici e nei discorsi quotidiani della gente che sempre più spesso si incontra in chat più che al bar.

In un’epoca in cui mostrarsi e apparire è più intrigante che essere e essere se stessi, è comprensibile che gli interrogativi a proposito siano tanti, caldi e diversi tra loro. Il mondo dell’arte prova a rispondere alla domanda posta dalla mostra sul come/cosa vive l’artista attraverso la rappresentazione dei corpi.

Non dimentichiamo che il Novecento, il corpo umano lo ha trasfigurato e digitalizzato, composto e ricomposto fino a renderlo, talvolta, uni insieme di elementi. A questo punto è lecito andare all’essenza della questione, come questa mostra sa fare bene: il corpo può e come es-sporsi al mondo?

Gli artisti ospitati dalla Galleria Frigerio ci guidano in un viaggio, alla (ri)scoperta dell’identità che si cela dietro la nostra fisicità: i corpi scomposti di Maurizio Galimberti, quelli irriverenti di Diego Conte o quelli pittorici di Neil Douglas, per citarne solo qualcuno, scuotono lo spettatore con raffinata eleganza e lo rimandano alla domanda iniziale.

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