20 aprile 2012

20 anni di Twin Peaks in mostra

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Credits: Copro Gallery

Apre il 21 aprile e chiude il 12 maggio, una mostra a Santa Monica sul "lato oscuro di Twin Peaks". Per festeggiare i 20 anni di “Fuoco cammina con me” di David Lynch, prequel della serie tv più famosa della storia

di Eva Perasso

Sono passati 20 anni esatti da quando David Lynch portò sul grande schermo il lato più buio della saga di Twin Peaks e dei suoi misteri, ovvero quei giorni precedenti la morte misteriosa della giovane Laura Palmer, raccontati per filo e per segno nel lungometraggio “Fuoco cammina con me”. Considerato uno dei film più tetri e ansiogeni del regista, ma anche tra i meno amati da critica e spettatori (presentato al 45esimo festival di Cannes fu accolto tra i fischi), il film a chiusura della serie tv più famosa del suo genere, svelava particolari importanti dei famosi sette ultimi giorni di vita di Laura. Le notti torbide tra cocaina, sesso, locali e spacciatori, boschi e incubi, personaggi che svelano la sua morte in sogno, sono ora oggetto di una mostra collettiva della Copro Gallery, a Santa Monica, California, dal 21 aprile al 12 maggio 2012.

Gli artisti americani che hanno reso omaggio a Lynch e ai misteri di Twin Peaks già lo scorso anno erano stati gli autori dei quadri della mostra per i 20 anni dalla fine del serial tv, due stagioni per un totale di 30 puntate, chiamata “In the trees”, poco conosciuta perché ospitata solo per un fine settimana in un ristorante di Los Angeles.
Oggi si ritrovano in una sede distaccata della galleria californiana – un vecchio deposito ferroviario – con le vecchie opere e nuove produzioni, in un posto scelto appositamente per ricordare il luogo del delitto: Laura Palmer infatti fu assassinata brutalmente in una carrozza abbandonata di un treno. Tra le opere, onnipresente è lo sguardo di Bob, il personaggio-spirito colpevole della morte di Laura, il cui omicida ha tenuto con il fiato sospeso per due stagioni gli appassionati della serie in tutto il mondo. Ma anche il cavallo, portatore di morte, che compare nel sogno del Gigante, oppure il bosco, i locali frequentati da Laura, i personaggi che ruotano intorno al mistero (il padre, l’agente FBI e così via).

Quel che rende ancora più interessante la mostra è il lavoro svolto da Lynch in persona, che ne ha curato ogni aspetto e che partecipa anche con due suoi disegni originali: la mappa del paesino e le due cime di Twin Peaks, simbolo per tutto il mondo del serial. Famoso tanto quanto la sua colonna sonora: la mostra stessa riproporrà i temi originali del film e della serie tv, scritti interamente da Angelo Badalamenti, che con Lynch e il cinema più visionario ha costruito la sua carriera di compositore per il grande schermo.

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