17 luglio 2012

David LaChapelle, l’arte della provocazione

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David LaChapelle Angelina Jolie: Lusty Spring, 2001 C–Print, 127 x 152,4 cm © David LaChapelle, Courtesy of Fred Torres Collaborations, New York

L’appuntamento alla scoperta delle opere del genio ribelle americano è al Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art, fino al 4 novembre 2012

di Barbara Ferrara

A ripercorrere la carriera del genio della fotografia contemporanea cinquantatre scatti di rara bellezza. L’antologica, a cura di Maurizio Vanni, è un percorso a tappe che attraversa la produzione del regista-fotografo in dieci serie. Da Star System a Deluge (Awakened), da Earth Laughs in Flowers a After the Pop, da Destruction and Disaster a Excess, da Plastic People a Dream evokes Surrealism, da Art References a Negative Currency.

Ambientazioni surreali, studiate a tavolino, dove niente è lasciato al caso né alla magia dell’attimo fuggente. Con la precisione chirurgica di un vecchio pittore LaChapelle si muove attorniato da uno stuolo di addestrati assistenti che fanno del set fotografico una gigantesca macchina da guerra in cui ciascuno ha il suo ruolo e tutti concorrono al risultato. Patinato, provocatorio, spesso volutamente pacchiano, ma sempre al limite tra il sacro e il profano.

Senza filtri, nello stile eccentrico che lo contraddistingue, il fotografo pop mette in mostra le vite degli altri in un’orgia di fantasie erotiche e citazioni letterarie. Il suo sguardo voyeuristico si posa sui corpi ammiccanti di modelle e attrici famose, il suo obiettivo svela scenari umani apocalittici.

Sono pochi al mondo quelli che come lui oggi possono scegliere ignorando la committenza. Dopo aver lavorato per Vanity Fair, GQ, Vogue, The Face, Arena Homme, Rolling Stones, Tommy Hilfiger, Condé Nast, Nokia, L’Oréal, H&M, Burger King e Diesel, LaChapelle è uno degli artisti internazionali più amati dallo star system e come lui stesso ha dichiarato “può fare qualsiasi cosa”. Compreso far storcere il naso a chi non si spinge oltre le apparenze, anzi si prende troppo sul serio e odia gli eccessi.


Sede della mostra
Lucca Center of Contemporary Art
Via della Fratta 36
Lucca



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