23 agosto 2012

Quando il graffito prende vita

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Il celebre stencil di Banksy con la cameriera che nasconde la polvere sotto la tenda prende vita nella foto di Nick Stern. Immagine da nickstern.com

Si chiama “You are not Banksy ” ed è il progetto del fotografo inglese Nick Stern che ha riprodotto i più celebri stancil firmati dal suo connazionale Banksy in salsa realistica: con personaggi in carne ed ossa

di Camilla Sernagiotto

Non sarà Banksy, ma ci va molto vicino.
Almeno per quanto riguarda i soggetti, presi alla lettera dai celeberrimi stencil firmati dal graffittaro più famoso del Regno Unito: Sir Banksy in persona, appunto.

Nonostante la sua vera identità sia sconosciuta, si tratta di uno dei writer più V.I.P. che ci siano, le cui opere artistiche hanno scritto capitoli interi di storia della Street Art.
Più che scritto, disegnato: dalla famosissima cameriera che nasconde la polvere ramazzata sotto alla tenda-muro al Black bloc armato di mazzo di fiori pronto a lanciarlo a mo’ di Molotov, i suoi soggetti hanno fatto il giro delle strade di Londra e da lì si sono riversati in tutto il globo.

A testimoniarne la fama arriva l’interessante progetto del fotografo Nick Stern, anch’egli suddito della Regina Elisabetta: s’intitola “You are not Banksy” ed è una collection di immagini in cui vengono riproposti i personaggi dell’immaginario banksiano in chiave ultra-realistica, ossia in carne ed ossa.

Stern da letteralmente vita ai protagonisti delle favole di strada narrate dal writer ricostruendo i soggetti con persone reali.
Dal Gesù in croce che non ha alcuna intenzione di separarsi dai sacchetti che tiene in mano a testimonianza dello shopping appena fatto ai due policemen che si baciano, dalla Guardia Reale paparazzata mentre orina contro il muro all’uomo delle caverne che brandisce un vassoio del Mc Donald, quel Paese delle Meraviglie in cui Banksy catapulta qualsiasi Alice atterri a Londra si è materializzato grazie all’obiettivo di Nick Stern.

E il messaggio che ne esce è inequivocabile: niente “Eat me” o “Drink me”, ma solo ed esclusivamente “See me”.

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