Da Street View alla Street Art

L’artista italiano Paolo Cirio ha ideato un progetto artistico chiamato Street Ghosts: va alla ricerca online di persone immortalate da Google, fa ingrandimenti a dimensione umana delle loro foto e le va a mettere proprio dove sono state scattate
di Eva Perasso

Dopo i murales, le installazioni viventi, e le molte, nuove e geniali applicazioni dell’arte in strada, anche Google è ormai diventato a tutti gli effetti uno dei temi a cui ispirarsi per raccontare il nostro tempo. Questa volta, a finire dentro al lavoro di un artista contemporaneo, il torinese Paolo Cirio oggi a New York, è stato il servizio Street View, ovvero le immagini vere raccolte dal motore di ricerca in giro per il mondo, con scatti tratti dalla realtà, che permettono di esplorare le vie e i palazzi a 360 gradi. Con non poche polemiche, legate alla privacy di chi è stato immortalato, o ha trovato particolari sensibili della sua vita (un’auto, una targa, un numero civico, la sua stessa persona) messi online e visibili a tutto il mondo senza permesso.

Fantasmi di strada
- E proprio sul tema della sensibilità dei dati ha lavorato Cirio, classe 1979, una lunga carriera artistica tra l’Europa e gli Stati Uniti. Il suo progetto Street Ghosts parte proprio dalla navigazione all’interno di Street View: per il momento tra le vie di New York, Londra e Berlino. Tra queste immagini Cirio sceglie le persone immortalate e riproduce, a grandezza umana, un loro ritratto. Per poi passare alla parte dell’installazione: Paolo Cirio, o i volontari suoi collaboratori in giro per il mondo, collocano il fantoccio esattamente nella posizione originale della fotografia. Ridando vita a un’immagine virtuale e anche riappropriandosi così della propria immagine rubata dalle fotocamere di Street view. Come racconta Cirio a SKY.it, “Sono semplicemente poche stampe di fotografie sfumate e spesso molto astratte, ma capaci di sollevare ironicamente paure e rabbia di un largo pubblico in tutto il mondo. Siamo già tutti spettri in forma di dati digitali, schiavi abusati e venduti nell'eternità”.

Da New York all’Italia - In verità, proprio come fa Google (o meglio, come faceva: in molti stati il triciclo fotografico di Street View è stato bandito, come in Grecia e Germania), nemmeno Cirio chiede il permesso ai diretti interessati di usare le loro immagini. Ma a quanto pare, almeno per il momento, nessuno è ancora andato a lamentarsi per essere ricomparso, una seconda volta, agli onori di cronaca e di Rete. Eppure potrebbe essere altamente probabile, come spiega Cirio stesso: “Può succedere in ogni momento, considerando che spesso attacco il poster delle persone vicino alla loro porta di casa o al loro luogo di lavoro”.
Dopo i personaggi (tutti rigorosamente con i connotati del viso sfuocati) riposizionati a New York, Berlino, Londra, Cirio pensa già ai prossimi assalti-installazioni: “Per ora sulla mia tabella di marcia ho Parigi, Denver, San Francisco, Hong Kong, Sydney e Stoccarda. In alcuni casi sarò io a occuparmi di diffondere i poster, ma per la maggior parte sono persone entusiaste del progetto che mi hanno scritto e vogliono collaborare, oppure curatori di musei e festival che vogliono avere l'opera nel loro programma”. E viste le origini italiane, anche la nostra nazione potrebbe presto essere tappa di una performance. Cirio cita Milano, Roma e la sua città natale, Torino, come probabili obiettivi.

Gli artisti ispirati a Google - L’artista visuale torinese non è il solo a ispirarsi a Google per le sue opere, con azioni descrittive o di denuncia. Al MoMa di New York, per esempio, a fine 2011 era andata in scena la mostra fotografica di Doug Rickard, fotografo americano che era partito dalle immagini trovate su Street View per rielaborarle e renderle capolavori fotografici. Mentre un artista tedesco, Aram Bartholl, tra le sue molte provocazioni aveva portato in giro per il mondo il centro esatto delle città segnalate dalle mappe di Google, posizionando in quel punto, un po’ come ha scelto di fare Cirio con le persone, una grande freccia dalle dimensioni enormi. Denuncia, arte e tecnologia in un solo messaggio.
Copyright © 2013 Sky Italia - P.IVA 04619241005