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19 ottobre 2012

Cultural Institute, il super-museo virtuale di Google

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Una delle mostre rese disponibili online dal Google Cultural Institute è dedicata agli anni della Dolce Vita.

L’ultimo progetto del motore di ricerca permette di ripercorrere la storia del XX secolo dal monitor del Pc. Dagli anni della dolce vita all’incoronazione della Regina Elisabetta, dalle stragi di Auschwitz all’apartheid, sono 42 le mostre disponibili

di Floriana Ferrando

Il motore di ricerca di Mountain View ci riprova con la cultura. Dopo il successo di Google Art Project, che portava gli internauti a spasso per centinaia di gallerie d’arte nel mondo, e dopo che Street View è entrato persino nel Colosseo, Big G lancia il Cultural Institute, una sorta di museo virtuale a portata di click.

Il progetto – Con questa nuova iniziativa Google mette oltre un secolo di storia a distanza di mouse. Grazie alla collaborazione con diciassette partner del mondo della cultura, del calibro fra gli altri dello Smithsonian Institute e dell’Auschwitz-Birkenau State Museum, sono disponibili già 42 mostre visitabili sul sito dedicato. Ma Google non si ferma qui e il numero pare destinato ad aumentare: “Stiamo lavorando a stretto contatto con musei, fondazioni e archivi di tutto il mondo per rendere accessibile online materiale storico e culturale inedito”, ha spiegato Mark Yoshitake, product manager di Google per il Cultural Institute. Così ecco apparire sugli schermi dei nostri Pc documenti di ogni risma: ci sono fotografie d’epoca, filmati in bianco e nero, manoscritti, testimonianze, lettere e molto altro. Per ripercorrere in una maniera inedita l’ultimo secolo di vita del mondo intero.

Il XX secolo è 2.0 – Insomma, dare una ripassata alla storia del nostro Paese non è mai stato così divertente (ed immediato) e c’è da scommettere che anche le future generazioni per esplorare gli eventi che hanno caratterizzato il XX secolo preferiranno Cultural Institute di Google ai tradizionali libri di scuola. D’altronde è proprio questo l’obiettivo del progetto, che si propone come uno “strumento che rende semplice raccontare la storia del nostro patrimonio culturale”. Il database di milioni di reperti storici rimbalza fra icone della musica, personalità politiche di spicco e battaglie storiche.

Fra le mostre al momento disponibili c’è quella che racconta lo sbarco in Normandia con tutti i dettagli sulla spedizione dell'ammiraglio Ramsay e della sua flotta, quella che offre uno sguardo sull’Olocausto con tanto di foto dai campi di concentramento tedeschi e dalla casa di Anna Frank, e quella che indaga i retroscena del Massacro di Sharpeville, in Sudafrica, nel 1960.
Una delle mostre più ricche è dedicata all’Apartheid, con un’attenzione particolare alla vita dell’attivista Steve Biko e all’ex presidente Nelson Mandela.

Non mancano, tuttavia, temi più leggeri: per una panoramica degli stili di vita del secolo scorso basta sbirciare il capitolo dedicato alla Dolce Vita, frutto dell'attività dell’Istituto Luce Cinecittà. O vagare fra le numerose gallerie fotografiche dedicate ai Beatles, passando per la scintillante vita di corte a Buckingam Palace con l’incoronazione della regina Elisabetta II.

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