20 marzo 2009

D'Agostino: "Io, una rockstar fallita"

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Roberto D'agostino

Il giornalista, regista, scrittore e fondatore del sito Dagospia, si racconta in una lezione all'Università Cattolica di Milano: Internet? Come il '68

di Matteo Veronese

"Sono un fallito. Sono una rockstar fallita". E' la confessione col sorriso sulle labbra di Roberto D'Agostino, ospite d'eccezione al Master in Media Relations dell'Universita' Cattolica di Milano per una conferenza "tra old e new media". Giornalista, regista, scrittore, è il fondatore di Dagospia, sito di attualità e gossip tra i più cliccati della rete.

In un'ora di lezione che di accademico ha ben poco, "Dago" racconta la sua vita e la sua esperienza a cavallo tra "i due '68", quello culturale e quello che ha sconvolto i media e il giornalismo. "Dopo dodici anni in banca, il primo pezzo lo scrivo per Lotta Continua, sulla morte di Sid Vicious. Volevo fare la rockstar, e invece mi sono ritrovato critico musicale, di moda e infine in TV con Arbore". E non solo... "Dopo lo schiaffo al presunto critico -Sgarbi- ottengo una rubrica su Panorama, Spia, dove racconto i fatti degli altri. Quando scrivo che Agnelli porta sfiga, la rubrica chiude. Mi becco 5 querele a settimana, ma resta che l'Avvocato andò in Nuova Zelanda per le regate di Luna Rossa, e dopo la sua visita ne successero di cotte e di crude all'imbarcazione italiana...".

L'altro '68 è Internet: "Non ha ucciso i giornali, si sono suicidati. Internet è l'inizio di una nuova lettura: è mobile, si adatta ai lettori, non è schiavo di un padrone". Poi svela un retroscena: "La mia idea di sito era di raccontare i fatti degli altri. Chi va a cena con chi, chi va a letto con chi, soprattutto... la finanza, la politica e l'economia le avrei tenute fuori volentieri. Poi però iniziano ad arrivarmi le notizie e io non posso non pubblicarle..."

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