02 luglio 2009

Lindsay Lohan, 23 anni vissuti pericolosamente

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Lindsay Lohan a Las Vegas festeggia in anticipo il suo compleanno (kikapress)

Tanti auguri alla giovane star americana, nata a New York il 2 luglio del 1986. Guarda la fotogallery della party girl più scatenata e scostumata d'America

di Paolo Nizza

"La vita comunque è piena di rischi perche non correrli"
Parola di Lindsay Lohan, stella dalle molte ombre che si gode la celebrità alla luce delle sue 23 candeline. In fondo, come recita il suo ultimo, sesto tatuaggio: "Siamo tutti stelle e abbiamo il diritto di brillare"
Per i suoi detrattori è solo una skinny bitch o una drama queen che spesso
si dimentica di indossare le mutandine
Ma bastano i nudi di "The last Standing" (identici a quelli di Marilyn) o il servizio per Vogue per ipotizzare che Lindsay, angelo talvolta ubriaco, conosca il significato dell'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica.

D'altronde le rosse hanno una marcia in più. Volitive, maliziose, sanguigne, come affascinanti streghe. Tant'è che nei secoli bui finivano arse sul  rogo.
Ma Lindsay, Lilo per gli amici, si limita a bruciare le tappe, esordisce a 3 anni come modella, cambia colore di capelli con la stessa rapidità con cui, sino a un paio di mesi fa, cambiava amanti, ma resta rossa dentro.

Certo, questa ventitreenne di Long Island non azzecca più un film dai tempi di Bobby ma i suoi canonici quindici minuti di celebrità non si sono ancora esauriti, tra un autoscatto in topless e un'accusa di furto

Nell'attesa dell'ennesimo scandalo, Lilo disegna leggings, sorseggia cocktail al Bar Pitti, e colleziona incidenti automobilistici.
Pure le motociclette pirata sembrano avere un conto in sospeso con questa simpatica scapestrata, alta un metro e sessantacinque, pazza per Miss Monroe e Ann Margret.

La sua liaison con Samantha Ronson, dj molto maschia (una vera butch direbbero oltreoceano) è una storia più infinita di quella di Michael Ende.
In fondo blogger e paparazzi si annoierebbero a morte senza la party girl dal sangue irlandese e italiano (sul fondo schiena si è fatta tatuare “la bella vita”, in omaggio al bel paese e al titolo di una sua canzone).

E questa lolita talentuosa dall'incipiente decolleté, nata come creatura Disney e poi trasformatasi in icona gay, non avrebbe sfigurato nelle notti di Via Veneto racccontate da Fellini.
Come diceva Mastroianni in  Otto e mezzo: "la vita e una festa."
Per cui buon compleanno Lilo e buon party.

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