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21 luglio 2009

Michael Jackson: non si tratta di omicidio

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Michael Jackson a Londra durante una conferenza stampa nel marzo del 2009

Una fonte vicino all'inchiesta ha dichiarato al Los Angeles Times che l'ipotesi che il re del pop sia stata assassinato non è supportata dai fatti

"Non c'è niente che suggerisca  omicidio nella morte di Michael Jackson".
E' quanto dichiara al  Los Angeles Times una fonte vicina all'inchiesta, in risposta  alle speculazioni dei media e alle accuse del padre Joe e della  sorella La Toya, convinti sostenitori della tesi omicida.

E' dunque poco probabile che la prima fase di indagini si  concluda con un'incriminazione a carico dei medici, che pero'  potrebbero essere riconosciuti colpevoli di prescrizione  impropria di medicinali.

Gli interrogatori dei medici che ebbero in cura il cantante,  in testa a tutti Conrad Murray, presente al momento della morte  e il dermatologo Arnold Klein, si protraggono solo perché  "loro sono i depositari della sua storia medica... Con loro  c'è un alto livello di cooperazione".

Anche se il medico legale dovesse dichiarare il caso  omicidio, riferisce la fonte, le autorità potrebbero decidere  di non procedere su questa linea.
Le cose cambierebbero però se  il referto tossicologico sulla salma di Jackson indicasse  nell'anestetico propofol, trovato a casa del cantante, la causa  del decesso. In tal caso, secondo l'esperta Vesna Maras, ex  procuratore a Los Angeles, si potrebbe arrivare a una condanna  per omicidio involontario.

Ma le analisi potrebbero anche  imputare la morte a problemi cardiaci o a decenni di abuso di  droghe da parte del cantante, proteggendo i medici da ogni  responsabilità.

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