14 dicembre 2009

Eleonora Giorgi, dalla commedia erotica al teatro

print-icon
ele

Eleonora Giorgi

La celebre interprete di Borotalco e Mia moglie è una strega, impegnata a teatro con Fiore di cactus, racconta di questa sua nuova esperienza, del suo secondo film da regista e dei suoi esordi nella commedia erotica. Leggi l'intervista e guarda la gallery

di Marco Agustoni

GUARDA LA FOTOGALLERY DI ELEONORA GIORGI

Dopo aver fatto sospirare torme di adolescenti con le sue interpretazioni nelle pellicole erotiche anni '70 e aver fatto ridere giovani e meno giovani in alcune delle commedie più fortunate degli anni '80, Eleonora Giorgi ha deciso di cimentarsi con il teatro, recitando in Fiore di cactus, dal 15 dicembre 2009 al 10 gennaio 2010 al Teatro San Babila di Milano, fortunata piece degli anni '60 (da cui fu tratto un film con Ingrid Bergman e Goldie Hawn) in cui un dentista sciupafemmine seduce una ragazza e per evitare coinvolgimenti finge di essere sposato. E nel frattempo si è concessa il suo secondo film da regista, L'ultima estate. L'attrice ci parla di questo e di altro in un'intervista a Sky.it.

Cosa ritrova di sé nel personaggio che interpreta in Fiore di cactus?
Quando ho letto il copione il personaggio mi aveva fatto ridere perché all'inizio racconta di passare l'estate con la mamma anziana e il cane. Io è da cinque anni che vado a Mykonos con mia madre e il mio cane. E poi è un'inguaribile romantica, ma seria.

Come mai ha scelto solo ora di cimentarsi col teatro?
Ho avuto offerte di grandi registi e impresari. Ma da un lato ero intimorita dall'impatto fisico e personale col pubblico, dall'altro hanno prevalso le ragioni della vita privata: volevo costruirmi una famiglia e il teatro mi è sembrato la cosa più lontana da quest'ideale. Poi aspettavo un prodotto giusto rispetto a quel che al pubblico piaceva di me, ovvero la solarità.

E della sua scelta di cimentarsi con la regia cinematografica cosa ci dice?
Venerdì è uscito nelle sale il mio secondo film, L'ultima estate, con trenta copie in tutta Italia. L'altra sera abbiamo fatto una prima a Roma in una multisala lontana dal centro, ma inaspettatamente è venuta tantissima gente. Il film parla di giovani, ma molti mi hanno detto che sembra un film fatto “dal di dentro”. Questo, forse perché io sono una persona molto matura ma anche molto “immatura”. Nella vita ogni volta mi sono rinnovata, ho avuto un primo figlio e dopo dieci anni ne ho avuto un altro... quindi sono una persona che ha spesso stravolto la propria vita per ricominciare.

Lei ha esordito al cinema con La monaca di clausura. Come si sente oggi in relazione alla commedia erotica degli anni '70?
Avevo appena preso la maturità e preparavo da mesi l'esame di ammissione per l'Istituto Centrale del Restauro. Invece la vita ha scelto per me il mio lato più solare. Si può dire che io abbia fatto un erotismo un po' morboso, interpretando quello che era un po' l'immaginario rispetto alle donne che cambiavano. I miei primi film erano film di genere, diventati dei cult, però. Non c'era niente di pornografico, era un erotismo candido e raffinato. Mi sono trovata a interpretare un personaggio che era un tipo erotico, forse perché allora quella era l'unica dimensione che veniva data alla donna. Sono diventata la lolita d'Italia, ma in realtà stavo sin dai tredici anni con il mio ragazzo, col quale ero addirittura cresciuta ed era stato il mio unico fidanzato. Non avevo mai fatto l'amore con nessun altro e secondo me il pubblico si rendeva conto di questo contrasto.

Ha lavorato in alcune delle commedie più brillanti degli anni '80: di quale dei suoi partner sul set conserva un ricordo migliore?

Con Celentano fu un impatto da incidente stradale, quasi, perché il carisma e il magnetismo di Adriano, la sua simpatia e il suo estro erano impressionanti e mi aveva molto suggestionato. Ma artisticamente a colpirmi di più è stato Carlo Verdone, cento volte, mille volte, perché mi ha regalato un personaggio indimenticabile (nda: in Borotalco).

IL MEGLIO DI SKY CINE NEWS

Tutti i siti Sky