19 maggio 2010

Sex and City 2: vestite per uccidere… la crisi!

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Kristin Davis, Cynthia Nixon, Kim Catrall e Sarah Jessica Parker, protagoniste della serie tv e dei due film di “Sex and the City”

Per il film più atteso dalle fashion victim, la produzione ha speso 10 milioni di dollari solo per il guardaroba delle protagoniste. Il regista spiega che non si tratta di sperpero, ma di un modo per far dimenticare la recessione al pubblico.

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di Camilla Sernagiotto

L’abito non farà il monaco, ma se addosso hai una mise che vale più di 50000 dollari puoi permetterti di essere quello che vuoi, monaco compreso.

Non che Carrie Bradshaw, protagonista di Sex and the City, abbia mai pensato di passare per una monachella, visto tutto il Sex che predica sulla sua rubrica e che razzola anche nella vita reale, ma gli abiti di scena che solitamente indossa arrivano veramente a costare un occhio della testa.
E se già il guardaroba di scena del telefilm sarebbe da chiudere nel caveau di una banca, non parliamo di quello del nuovo film tratto dalla serie: per Sex and the City 2 la produzione ha dovuto sborsare la bellezza di 10 milioni di dollari soltanto per i vestiti delle quattro protagoniste, come ha dichiarato il New York Magazine.

Il top della spesa è andato per ovvie esigenze di copione a Sarah Jessica Parker, l’attrice che dal 1998 veste i costosissimi panni di Carrie, mentre il resto se lo sono spartite Charlotte, Miranda e Samantha.

Una scena in particolare si presenta come un tripudio di haute couture a cui seguono scontrini da capogiro: quella del karaoke in cui le quattro amiche sono sul palco a cantare, sfoggiando abiti che vanno dai 5000 dollari della giacca indossata da Samantha fino ai quasi 50000 del vestitino di Chanel sfoggiato dalla protagonista.

Ma le sequenze in cui l’alta moda è letteralmente sbattuta in faccia agli spettatori non finiscono qui: dalle più banali a quelle cruciali della trama, Sarah Jessica Parker e socie risultano sempre impeccabili, perfino nella scena in cui Charlotte e Miranda preparano delle torte vestendo rispettivamente una camicetta di Valentino e un vestito di Roland Mouret.

Sembrerebbe quasi che a Michael Patrick King, regista e sceneggiatore del secondo capitolo di quella che ormai è diventata la saga di Sex and the City, la crisi economica globale faccia un baffo, ma in realtà il director ha spiegato in questo modo la sua scelta sia artistica sia di budget: “Credo che Hollywood debba regalare al pubblico la vacanza da sogno che di questi tempi nessuno si potrebbe permettere”.

E tra guardaroba da favola e Dom Perignon sorseggiato in prima classe durante il volo per Abu Dhabi, la vacanza che Michael Patrick King ci regala è di certo una distrazione dalla recessione, parola di Carrie e compagnia bella.

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