16 agosto 2010

Delitti d'autore

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del

Bertrand Cantant, frontman della band francese Noir Desir che uccise la moglie Marie Trintignant durante una lite. Immagine da La Presse

Dal massacro di Charles Manson in cui perse la vita l’attrice Sharon Tate all’omicidio commesso dal cantante dei Noir Desir, cinema e musica sono state spesso la scena del crimine. GUARDA LA FOTOGALLERY

di Camilla Sernagiotto

Il mondo dello spettacolo non è sempre dorato, anzi: spesso si è tinto di nero e addirittura di rosso sangue…

Lo star system da sempre è costellato di nei, ma non si tratta solo di quelli famosi di Cindy Crowford ed Eva Mendes: Hollywood ha avuto le sue macchie indelebili, marchiate a fuoco dai gesti folli di innumerevoli mitomani o dei divi stessi.

Le star della musica sono quelle più colpite, o che più hanno colpito: da Bertrand Cantat, frontman della band Noir Desir, condannato per l’omicidio della moglie Marie Trintignant (figlia del noto attore francese Jean Luis Trintignant) al fanatico dei Beatles Mark Chapman, che l’8 dicembre del 1980 freddò con 5 colpi di pistola John Lennon mentre usciva dal suo appartamento della Palazzina Dakota di New York, in molti casi il rock è diventato la scena del delitto.

Quasi tutte le scomparse premature e i suicidi di cantanti e musicisti sono state viste almeno una volta come omicidi a tutto tondo: Kurt Cobain, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Brian Johnson e, ultimo della lista, Michael Jackson, sono stati più volte considerati vittime di complotti assassini.

Ma anche il pop e il rap sono stati testimoni di morti tutt’altro che accidentali: la popstar libanese Suzanne Tamim fu ritrovata esanime nel suo appartamento di Dubai, mentre il celebre rapper Tupac Shakur nel 1996 venne colpito a morte da 4 proiettili.

Stessa fine per il suo rivale The Notorious B.I.G., ucciso in circostanze molto simili circa sei mesi dopo.

E anche il grande schermo ha avuto i suoi scheletri nel camerino: dal massacro progettato da Charles Manson che coinvolse la moglie del regista Roman Polanski alla tragica fine della madre e del fratello di Jennifer Hudson, uccisi a colpi di pistola a Chicago, nel cinema hollywoodiano non sembra valere sempre la legge del lieto fine.

Come nel caso delle rockstar, anche gli attori coinvolti in incidenti sono stati considerati vittime di omicidi: il caso più eclatante è forse quello di Brandon Lee, morto sul set del film Il corvo a causa di una pistola di scena misteriosamente caricata con pallottole vere invece che a salve.

Tra i peggiori incubi americani, rimane senza dubbio indelebile quello di Cielo Drive, ricco quartiere di Los Angeles in cui abitavano Roman Polanski e Sharon Tate, quest’ultima all’ottavo mese di gravidanza.

Charles Manson, mandante di quello che passò alla storia come uno degli omicidi più efferati, era un fan appassionato dei Beatles e il suo sogno era diventare come loro.
Problematico fin dall’infanzia, Manson si credeva il figlio del diavolo e fondò una setta chiamata The Family.

Tramite due adepte, conobbe Dennis Wilson, batterista dei Beach Boys che accettò di produrre un suo disco; l’album tuttavia fu un clamoroso insuccesso che provocò a Manson una profonda frustrazione.

Ciliegina sulla torta, i Beach Boys riarrangiarono un suo brano e lo inserirono nell’album 20/20 (1969) senza menzionare l’autore, il che mandò letteralmente su tutte le furie Manson.

Era il 9 agosto 1969 quando entrò a Cielo Drive assieme ai suoi fedeli.

L’obiettivo era la villa di Roman Polanski, dove si stava tenendo un party.

La Family imbrattò le pareti di citazioni dei Beatles (“Helter Skelter” fu scritto con il sangue delle vittime sulla porta), massacrò tutti i presenti, compresa l’attrice Sharon Tate nonostante l’evidente stato di gravidanza.

Polanski si salvò, ma non perché venne risparmiato: in quei giorni si trovava in Europa per il montaggio di Rosmary’s Baby, il film da lui diretto che narra la nascita del figlio del diavolo, tenuto in grembo dalla protagonista Mia Farrow.

Le similitudini tra la trama della pellicola e le vicende di Cielo Drive sono davvero inquietanti, inoltre Sharon Tate partecipò al film come comparsa proprio durante la scena del party a casa di Rosemary.

Altra coincidenza, una delle vittime del massacro nella villa di Polanski si chiamava Rosemary.

Infine, tornando all’omicidio di John Lennon, quando Chapman fece fuoco, il cantante dei Fab 4 stava uscendo dalla palazzina Dakota: la stessa in cui fu girato il film di Polanski e dove Rosemary diede alla luce il figlio del diavolo.

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