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15 ottobre 2010

Star da 10 e lode e star rimandate a settembre

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Lily Allen studiava alla Cavendish school di Londra ed era molto brava, soprattutto in musica...

Da Amy Winehouse a Lily Allen, tutti i V.I.P. di oggi hanno sognato di diventare quello che sono proprio sui banchi di scuola. Qualcuno nel frattempo riusciva anche a studiare. GUARDA LA FOTOGALLERY

di Camilla Sernagiotto

Si mangiano le mani ogni giorno per aver buttato via i loro compiti in classe, si pentono amaramente per non aver conservato i registri con le note, continuano a pensare a quanto varrebbe la registrazione di una loro interrogazione…

Sono gli insegnanti delle star, i professori che hanno insegnato ai divi di Hollywood, ai cantanti più famosi del mondo o agli artisti più quotati come calcolare seno e coseno, come tradurre una versione di latino o riconoscere una bifora gotica.

E, con il senno di poi, c’è chi si è pentito di non aver riconosciuto il talento dello studente prodigio e chi, invece, non ne ha mai dubitato.

Scolara promettente e molto diligente, Amy Winehouse nei corridoi del liceo era tutto fuorché la sbandata che è adesso: a scuola era così brillante e aveva un tale dono della scrittura che la sua insegnante di inglese era certa che sarebbe diventata una scrittrice o una giornalista.

Lily Allen, invece, folgorò la sua professoressa di musica, Rachel Santasso della Cavendish School di Londra, che di lei disse: “Un giorno l’ho sentita cantare e ho capito quanto talento avesse. Aveva una voce bellissima e anche un innato senso del ritmo”.

Altro cocco del maestro di musica era Bono Vox ai tempi del Mount Temple Comprehensive di Dublin, che ricorda il frontman degli U2 come un ragazzino diligente con una grinta unica nel suo genere.

C’è poi chi eccelleva in tutte le materie, come il vampirello Robert Pattinson: iscrittosi a una scuola privata londinese, era un secchione sui generis che già allora mieteva vittime amorose a destra e a manca…

Un altro che non temeva certo la pagella di fine quadrimestre era Kevin McHale glee, alias Artie Abrams nella serie televisiva Glee; tuttavia, nonostante collezionasse voti alti in tutte le materie, l’attore ha dichiarato di non essersi mai sentito coinvolto nella vita scolastica.

Di tutt’altra pasta, il nostro Filippo Timi, scrittore e attore italiano che ricorda così i tempi in cui frequentava l’istituto d’arte a Perugia: “Ero il più bravo della scuola. E anche se non studiavamo filosofia, elaboravo concetti che spiazzavano i professori: all'esame di maturità comparai X che tende all'infinito a Cézanne.”

Tra i geni più incompresi tra i banchi, l’artista di fama mondiale Damien Hirst: l’insegnante d’arte David Wood dell'Allerton Grange di Leeds non si accorse di avere tra le mani uno degli artisti viventi più famosi e quotati del mondo.

Il professore di Hirst, alla luce delle sue opere battute all’asta per cifre esorbitanti, si pente di non averci visto lungo e dichiara: “Se avessi saputo chi sarebbe diventato, non avrei buttato via i suoi compiti in classe e i suoi schizzi!”

Nella categoria degli asinelli finisce invece Noel Gallagher, che si autodefinisce un pessimo scolaro: “Non ero bravo a scuola. Non avevo la dose giusta di attenzione. La chiave per essere intelligenti è ricordarti le cose, e io non ricordo niente. Avevo già quel problema a 9 anni…”

Più strano, invece, il Curriculum Studiorum di Giovanna Mezzogiorno, che di sé dice: “Ero una specie di bambina prodigio, brava a scuola, brava a danza, bella. Fino ai 14 anni, almeno. A 14 anni mi hanno bocciata due volte nella stessa classe, la quarta ginnasio».

Ma bocciati a scuola non vuol dire certo bocciati sul red carpet, un banco di prova su cui tutte le star si meritano non solo pieni voti, ma perfino la lode!

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