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02 gennaio 2012

I peggiori datori di lavoro V.I.P.

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Jennifer O’Neill, ex assistente personale di Lady Gaga, ha raccontato delle richieste assurde della Star, che vanno ben oltre i compiti di un assistente e ben oltre gli orari di lavoro... Un esempio? Farle da sveglia vivente. Immagine da Gettyimages.com

L’ultima della lista è Lady Gaga, denunciata per schiavismo dall’ex assistente. Ma Hollywood è piena di capi a cui presentare le dimissioni già il primo giorno di lavoro, parola dei domestici di Naomi Campbell e delle bodyguard della Spears. LE FOTO

di Camilla Sernagiotto

Tra capricci, manie, follie e fobie, se esiste un datore di lavoro da evitare come la peste bubbonica quello è il divo.

E, peggio ancora, la diva.

Se già la donna di per sé è più viziata e volubile dell’uomo, quando diventa una Very Important Woman le cose si mettono maluccio, soprattutto per i poveri malcapitati che le devono stare attorno…

L’ultima della lunghissima lista di sventurati si chiama Jennifer O’Neill ed è l’ex assistente personale di Lady Gaga. Quell’ex la dice già lunga: la donna si è licenziata dall’esasperazione e ha spifferato al New York Post tutte le manie e le assurde richieste della peggior datrice di lavoro che le sia mai capitata.

Miss Germanotta gliene ha fatte passare di cotte e di crude, pretendendo che l’attendesse fuori dalla doccia pronta ad avvolgerla con gli asciugamani come una mamma farebbe solo con il suo bambino e addirittura chiedendole di farle da sveglia vivente, dal momento che il suono di quelle elettroniche la infastidisce…

E la O’Neill non è certo l’unica dell’entourage di Lady G. ad essersi lamentata: anche Angela Ciemny, l’assistente che venne prima di lei, si lamentò delle bizzarre pretese che spesso andavano ben oltre gli orari di lavoro prestabiliti.
Un esempio? L’obbligo di dormire nel letto con la Pop Star, che di notte si sente sola e ha paura del buio…

Coi tempi bui che corrono, la paura è tale che in molti farebbero di tutto pur di guadagnare le cifre che spettano agli assistenti delle Star, eppure sono tanti quelli che non solo si lamentano, ma addirittura si licenziano in tronco.

È il caso della nevrotica Naomi Campbell, pantera nera di nome e di fatto, dal momento che tanti domestici e bodyguard hanno assaggiato i suoi artigli affilatissimi: la Top Model è stata più volte accusata di percosse e maltrattamenti da parte dei suoi dipendenti.

Un’altra diva che è stata trascinata in tribunale da un suo sottoposto è Britney Spears, denunciata per molestie sessuali dalla sua ex guardia del corpo Fernando Flores…

E purtroppo non si tratta di eccezioni: a Hollywood essere un pessimo datore di lavoro è diventato ormai la regola.

Da Sharon Stone, che obbliga i domestici a pulire la sua 500 Cabrio più volte al giorno con pennelli di pelo di martora, a Paris Hilton, i cui camerieri devono riporre in frigorifero le sue borsette a una temperatura mai superiore ai 12 gradi e massaggiarle una volta alla settimana, a volte i dipendenti delle Star si sentono più degli schiavi.

Parola di quel povero assistente di Mariah Carey, costretto a masticare le chewing gum e poi passargliele una volta ammorbidite, o di quella sventurata segretaria di Anna Wintour: quando la sua capa soggiorna dall’altra parte del mondo, è a lei che tocca chiamare la reception da New York nel cuore della notte (a causa del fuso orario) per qualsiasi richiesta della capricciosissima Signora della Moda.

E se il diavolo veste Prada, Jennifer Lopez veste cotone egiziano, almeno di notte: JLo pretende che le sue lenzuola siano sempre di quel rarissimo tessuto e, last but not least, ha assunto un addetto all’acqua di gardenia il cui compito è quello di spruzzare la fragranza prima del passaggio della diva.

Speriamo che esista una legge del contrappasso che ci permetta di vedere prima o poi le varie Mariah Carey e Lady Gaga masticare le cicche per gli altri e fare da sveglia vivente a una famiglia di operai.

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