09 gennaio 2013

Clooney: "Non prendetemi per le palle. Che sono lisce!"

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George Clooney

In una intervista a Max il tenebroso George confessa di avere speso tanti dollari per farsi stirare i testicoli. E poi parla di uso di droghe, di scommesse vinte sul (non) matrimonio...insomma conosciamo un simpatico guascone.

Il George Clooney che non ti aspetti si confessa a Max. E parte dal binomio donne-politca: "Non potrei mai essere un politico, ho avuto troppe donne, e fatto troppo uso di droghe". Poi la chirugia estetica: "Non mi sono mai fatto sistemare gli occhi, ma ho speso parecchio per farmi stirare la pelle dei testicoli. Lì sì che non mi piacciono le rughe!".

George Clooney, coverman di Max di gennaio va a ruota libera. Sul matrimonio e figli: "Michelle Pfeiffer e Nicole Kidman hanno scommesso 10.000 dollari che mi sarei sposato prima dei 40 anni. Hanno perso e mi hanno spedito gli assegni… Glieli ho rimandati scommettendo il doppio che non avrei avuto figli prima dei 50… Quando mi viene l’istinto paterno vado a trovare Brad e Angelina e mi ricordo il motivo per cui sto benissimo senza marmocchi".

Tema omosessualità: «"utti pensano che sia gay. E chi se ne frega! Non smentirò mai nessun pettegolezzo, perché non voglio che la gente possa credere che essere omosessuale sia una cosa negativa. La mia vita privata è solo mia, privata appunto". Politica: "Mi piace attirare l’attenzione sui problemi seri del mondo invece che parlare delle mie fidanzate. Non potrei mai essere un politico, ho avuto troppe donne, ho fatto uso di troppe droghe e ho frequentato persone troppo promiscue. Il mio lavoro politico è parlare di quello che non funziona".

Ed eccoci al lifting: "Ho speso parecchio per farmi stirare la pelle dei coglioni. È una tecnica nuova, a Hollywood la fanno tutti, si chiama ball ironing. Sull'esordio: "A 21 anni raccoglievo tabacco per 3 dollari l’ora. È stato mio cugino, l’attore Miguel Ferrer, a portarmi su un set per la prima volta. A Hollywood per mantenermi facevo l’autista per mia zia Rosemary Clooney e il clan delle sue amiche tra cui Helen O’Connell e la comica Martha Raye".

La famiglia: "Mia zia mi ha insegnato che s’impara solo facendo stronzate. La mia comicità invece la devo a mio padre che era anchorman televisivo a Cincinnati; se a tavola racconto qualcosa di noioso lui sospira, si alza e se ne va". Scherzi: "Far ridere è la mia qualità migliore. Anche fare scherzi. Ho regalato un quadro trovato nella spazzatura a Richard Kind, l’ha tenuto appeso per cinque anni pensando che l’avessi dipinto io". Il sogno del baseball: "Ho sempre voluto giocare nei Cincinnati Reds, nel ’77 ho fatto pure un provino ma non mi hanno preso. L’unico modo per far parte della squadra sarebbe stare in panchina. Piuttosto li compro!".

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