10 ottobre 2013

Quanto è animalista quella star?

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Katy Perry in un fotogramma del videoclip del singolo "Roar".

Prima è stato il turno di Lady Gaga, poi è toccato a Kim Kardashian e ora è la volta di Katy Perry. Sono le star finite del mirino degli attivisti Peta con l’accusa di avere sfruttato gli animali per i propri show. O solo per avere indossato una pelliccia

di Floriana Ferrando

L'ultima celebrità finita nel mirino dell’associazione animalista Peta è stata Katy Peery, accusata con il suo team di avere maltrattato alcuni degli animali apparsi nel videoclip del suo ultimo singolo "Roar". La cantante è in buona compagnia: da Lady Gaga a Beyoncé, sono diverse le star che hanno fatto storcere il naso agli attivisti.

Peta ha fatto “Roar” – Serpenti, elefanti, una giungla selvaggia e una sexy Katy Perry che salta da una liana all’altra in un succinto gonnellino di foglie con top maculato. Gli oltre 100 milioni di utenti che hanno visualizzato il video su YouTube probabilmente lo definirebbero sensuale, la Peta ha preferito usare l’aggettivo “crudele”. “Gli animali usati per l'intrattenimento sopportano terribili crudeltà e soffrono per il confinamento in spazi ristretti e per i metodi di addestramento violenti. Diventano stressati e ansiosi", questa l’accusa dell’associazione, ma la pop star non ci sta e ha smentito i maltrattamenti con una lettera rivolta direttamente all'Associazione Umanitaria.



Gaga, Kardashian e le altre – Mentre alcune fra le star più in voga del momento si spogliano in nome delle battaglie targate Peta, altre attirano le ire dell’associazione. Per Lady Gaga sembra essere diventato ormai un passatempo: prima si è mostrata sulla copertina di Vogue Giappone e agli Mtv Video Music Awards di qualche anno fa con un bikini fatto di bistecche, poi passeggia avvolta in una sciarpa di pelliccia di volpe. Figuriamoci se la Peta si è fatta sfuggire l’occasione per coglierla in fallo, proponendo ironicamente una raccolta fondi per “comprarle un cuore”.



Fra le star rigorosamente bocciate dalla Peta c’è anche Beyoncé. D’altronde la bella cantante come pensava di risparmiarsi una ramanzina dopo essersi esibita al Superbowl in un abito di pelli di pitoni, iguane e mucche e dopo avere indossato una pelliccia di visone durante la cerimonia di insediamento del presidente Barack Obama il gennaio scorso? 



Non è da meno Britney Spears che già aveva scaldato gli animi degli animalisti apparendo agli Mtv Awards del 2001 con al collo un serpente, fino a farli gridare allo scandalo per l’impiego di "leoni crudelmente addestrati ed elefanti" nel videoclip del singolo “Circus”



Quando le parole non bastano, gli animalisti passano ai fatti. Lo sa bene Kim Kardashian, grande appassionata di pellicce, che un giorno si è ritrovata i muri intorno a casa tappezzati da manifesti che la ritraevano insieme a due cuccioli di volpe con la scritta: “Kim, questi cuccioli hanno perso la loro mamma, è per caso quella che porti addosso?”. Pellicce dello scandalo anche per Jennifer Lopez e la sua linea di abbigliamento che ha turbato gli animi degli animalisti, tanto da creare un videogame ispirato alla cantante. Lo scopo del gioco? Salvare gli animali dalle grinfie di J.Lo.

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