27 aprile 2016

Vanessa Benelli Mosell, bellezza "Light" tra Stockhausen e Coldplay

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La pianista di Prato pubblica "Light" e ci parla di Stockhausen, del suo amore per Parigi e del fascino per i Coldplay. Bella, affascinante, statuaria è una delle artiste italiane più amate all'estero. Ed ha appena 28 anni

di Fabrizio Basso

Vanessa è una farfalla ma anche una pianista. Vola nel mondo, da Prato a Mosca, da Londra a New York ma il nido è a Parigi. E' stata l'ultima allieva di Karlheinz Stockhausen e il patrimonio artistico del maestro tedesco gira nel mondo (anche) grazie a lei, che lo propone ovunque sia possibile, vincendo anche naturali ritrosie altrui. D'altra parte col suo sorriso, col suo fascino, che sono il degno corollario a un'arte eccezionale, è una perfetta ambasciatrice del genio di Stockhousen. L'album più recente è Light: Il titolo si ispira a Licht (Luce), il ciclo di 7 opere che il compositore tedesco completò nel 2003 dal quale il compositore ha estratto diverse scene da eseguire in modo autonomo come il Klavierstück XII. Vanessa Benelli Mosell affianca brani di Scriabin - i 24 Preludi op. 11, i 3 Pezzi op. 2 e lo Studio op. 8 - compositore che condivide con Stockhausen l’influenza della sinestesia. La abbiamo intervistata.

Vanessa lei è nata a Prato, ama Mosca, vive a Parigi...cosa rappresenta?

Parigi è una città bellissima, ci abito da quasi due anni.
Nostalgia per l'Italia?
Parigi è una gita nostalgica di suo e dunque attutisce la lontananza da casa. Che poi Prato non è distante dall'Ile de France. A dirla tutta mi manca di più Mosca.
Cosa la affascina di Mosca?
Ci ho vissuto oltre tre anni è ha un fascino che non ho trovato in alcuna altra grande metropoli. Ciò detto io mi sento Europa.
Come è andato l'incontro con Stockhausen?
Ci siamo incontrati a Milano, gli ho dato una registrazione delle sue cose da me eseguite. Poco tempo dopo mi è arrivata una lettera, mi invitava da lui a Kerpen per studiare al suo fianco. E ci sono rimasta finché non è mancato nel 2007.
Cosa la ha colpita di lui?
Fin da piccolo ero affascinata dalla sua musica. Sono autodidatta nei suoi confronti: nessuno dei miei maestri era preparato sulla materia. Per me lui è un mito.
Molto suoi concerti lo vedono al centro del programma.
Lo farei sempre ma a volte, soprattutto in estate, chi organizza concerti preferisce musica da camera. Ma io cerco di infilarlo ovunque. Compreso nel mio ultimo album Light.
Arte totale?
Esatto. Come già si leggeva in Wagner. Dal leit motiv alla formula fino alla super formula.
Lei è una vincente.
Mi piace credere di essere una formula vincente. Coltivo la verità e la trasmetto alla musica in modo nuovo e originale.
E' molto fotogenica.
Sono stata fortunata ad avere ispirato la stilista Eleonora Lastrucci. Mi piace essere fonte di ispirazione, mi piace ispirare.
Sotto la doccia che ascolta?
Quello che mi consigliano gli amici. In questo periodo Coldplay e Rihanna.
Un duetto con Chris Martin?
Di corsa.
Passioni?
Lettura, cinema, pittura, seguo la moda e le tematiche ambientaliste.




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