19 luglio 2016

Beyoncé incanta San Siro: è lei la regina della musica

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bey

Una serata di magia. Beyoncè incanta i 55mila di San Siro con uno show monumentale. La sola data italiana del Formation World Tour resterà a lungo nella memoria di chi è stato protagonista di un rito collettivo che si è aperto con un monolite e chiuso con un palco piscina. Il racconto di due ore al di fuori del tempo

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


E’ come la nebbia che agli irti colli piovigginando sale…solo che non c’è il maestrale ma un immenso parallelepipedo che ci introduce una Beyoncè gigante e rapace, come i falchi che volano con lei sull’immenso, magico monolite che rende San siro un po’ più piccolo. Poi quando invita Milano ad accompagnarla nella sola data italiana del suo Formation World Tour l’arena si strige intorno alla regina e inizia la festa. Come una processione laica accompagnata dalle coreografie dei 55mila fan che la lasciano senza parole. E lei ricambia con la versione a cappella di Irrepleceable seguita da un primo sfoggio di fuochi artificiali e da Bow Down. Fiamme e quadri rossi che corrono sull’immenso wall di led introducono Run the World.

Lo show è diviso per atti, come fosse uno spettacolo teatrale, con una sua liturgia. Il secondo si apre con un primo piano di Beyoncè che nasconde, dietro le labbra, una lametta. ..una provocazione che la porta a un finale dove lei è una donna col velo e mentre con le mani si copre il volto la scena si apre in due, sulle note di Mine, e dall’alto scendono, come signore delle vette, le ballerine. Lei attende a centro palco scatenata in una danza che tribale, accompagnata da un tambureggiare ossessivo. Beyoncè è sensuale anche quando sta ferma. Basta un respiro ed è turbamento. Al punto che uno stadio invoca la fine del Countdown perché il desiderio è vedere fermare il tempo. Lei scivola, seguita dalle sue ballerine, sul palco situato nel cuore del prato cantando All Night.

 

L’avvio è lento per il terzo atto. Prima di cantare Don’t Hurt Yourself chiede ai fan di farsi sentire e poi preme l’acceleratore e tira fuori una voce che accarezza i pensieri, che accende la fantasia, lo show di Beyoncé è la versione musicale di Alice in Wonderland, non credi sia possibile arrivare a una armonia così unica. Preceduta da un video che ricorda il Django Unchained di Quentin Tarantino, fa la sua voce ruvida, canta Ring the alarm, poi arrivano Diva e Fawless. Lei abbandona i ballerini e sta da sola su quel palco che pare un paese, con le passerelle illuminate, con la sua immagine che sullo schermo si sta sfuocato. Non si sa dove guardare.

Come una divinità ha più immagini, il video che apre il quarto atto ce ne mostra alcune, compresi alcuni frames dell’adolescenza, un video tenero e ambizioso. Siamo nell’angolo della Daddy lesson ed è come una processione verso il palco piccolo, in fila indiana mentre lo schermo è agreste. Poi resta sola, è standing ovation, che si blocca, come per magia, con Love on Top eseguita a cappella. Ma è una frazione di secondo perché Beyoncè è sì, per un attimo, senza ballerine, ma con un coro di 55mila persone che non la lascia sola. Un momento di intimità collettiva indimenticabile che si allunga su 1+1 aperta da un “allungo” di chitarra acustica meraviglioso.
 

L’omaggio a Prince con Purple Rain apre il quinto tempo di questa finale mondiale del pop, poi rieccola, Beyoncé, con Crazy in Love. Poi, signora in rosso, ancheggia su un accenno di Love to love you baby di Donna Summer…è il momento più erotico dello show. Poi coriandoli, occhi che fiammeggiano sul videowall e il buio. La festa sarebbe finita, gli atti sono scivolati via veloci, ma le note di un pianoforte lasciano capire che la festa non è finita, ci sono immagini di vita famigliare, il marito, la figlia, Beyoncè ci fa entrare a casa sua o quanto meno guardare da una finestra come sono le sue giornate quando la musica non le domina. Siamo al gran finale: Freedom, Survivor, End of Time…ma prima che si cominci, parte del palco, quella più dentro alla folla, si colma di acqua e il finale si canta piedi a bagno. Come una Ester Williams 2.0 nel palco-piscina. L'abbraccio di arrivederci è con Halo...il tirionfo è completo.

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