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05 settembre 2016

Lucia Minetti, la gemma del jazz

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Lucia Minetti (foto Rota)

Il prossimo viaggio è nella musica francese e si chiamerà Fil Rouge. Lucia Minetti è una delle artiste Jazz italiane più celebri, anche a livello internazionale. La abbiamo intervistata e ci siamo fatti accompagnare dai lei in un mondo dove ogni canzone è una perla

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)

Sotto le stelle del Jazz c'è Lucia Minetti. E', l'artista piemontese, una delle più talentuose e duttili artiste degli ultimi anni. Sguardo intenso, senso dell'umorismo, risposta rapida, la Minetti esce il prossimo 7 ottobre col disco Fil Rouge (distribuzione Egea Music). Nell'attesa la abbiamo intervistata.

Lucia perché ha scelto il labirinto del jazz?
E' la musica che mi ha formata, incanta e ti prende la pancia. E permette l'improvvisazione.
Che per una camaleontica come lei è fondamentale.
Certo. Mi piace lasciarmi andare. Il mio percorso artistico si muove tra il jazz e la canzone d'autore, in entrambi gli ambiti riesco a divertirmi in libertà.
Anche quando pesca nella canzone d'autore sa essere originale.
ogni brano che scelgo cerco di farlo mio. Li penso come una collana di perle che devo indossare: deve starmi bene sul collo.
Un viaggio prezioso.
Il mio mondo è reso prezioso anche dalle mie molte collaborazioni. Ho lavorato per il teatro, per la danza, con Paolo Conte e Giorgio Gaslini, che ritengo il mio maestro. Poi c'è Kind of Sunshine realizzata con Nicola Conte.
Cosa la stimola a viaggiare sempre?
La curiosità. Porta ad approfondire, spinge verso direzioni anche ostiche ma magiche.
Difficile con la discografia odierna.
Anche tra i discografici ci sono degli illuminati. Per chi ha un approccio alla musica simile al mio ci sono sempre orecchie pronte ad ascoltare.
Cosa è il jazz?
Un linguaggio che impari con un innamoramento di pancia. Permette di cantare ogni genere con libertà di fraseggio e uscendo dalle convenzioni.
Cosa ci dona con Fil Rouge?
Vi porta nella musica francese. Ci saranno Charles Aznavour, Edith Piaf, Jacques Brell e Jeanne Moreau con Le tourbillon de la vie che fa parte della colonna sonora di Jules et Jim di Francois Truffaut. Non mancano Leo Ferré e Barbara.
Difficile scegliere in un repertorio ampio e pregiato come quello francese.
La scelta di un repertorio, oltre a stare su un palco, è la parte più affascinante del mio lavoro. Le canzoni sono gemme che devono stare bene insieme.
A proposito di gemme, lei è sempre elegantissima.
L'abito è l'espressione di una persona. Nella quotidianità e nei momenti pubblici.
Si affida a qualcuno.
I prossimi impegni mi vedranno legata a Parakian Paris ed Era Jewels by Chiara Nava.




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