16 settembre 2016

Lali, la più normale delle popstar

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Cantante, influencer e attrice. La nuova Jennifer Lopez? No, semplicemente Lali. Lontane origini italiane, Mariana Esposito, questo il vero nome, ha solo 25 anni ed è annoverata tra le dieci persone più influenti dell'Argentina. Pubblica in Italia per Sony Music il suo album Soy. La abbiamo incontrata e intervistata

di Fabrizio Basso
(@BassoFabrizio)


E' tra le dieci persone più influenti dell'Argentina, è ambasciatrice dell'Unicef, riempie gli stadi ma soprattutto i cuori di milioni di persone, visto che ha milioni di follower. Con questa introduzione sarebbe legittimo attendersi una veterana e invece questo punto di riferimento di vita e pensieri si chiama Mariana Esposito ma in tutto il mondo, per tutto il mondo è Lali. E' in questi giorni in Italia per promuovere il suo album Soy. La abbiamo incontrata negli uffici di Sony Music.

Lali come nascono le sue canzoni?

Vigilo su tutto. Ci metto la faccia sempre. Al mio fianco ci sono tre produttori musicali argentini.
Come nascono le canzoni?
Prima la musica, poi le parole. Partecipo al cento per cento. Siamo una equipe. Non mi intendo di strumenti, ma quando voglio comunicare una idea, faccio vedere immagini che la richiamano e nasce sempre un buon prodotto.
Insomma decide tutto.
Dall'estetica di un lavoro alla costruzione delle idee che scrivo in bozza.
Suona qualche strumento?
Amo la batteria, ne ho una a casa e ho fatto un cameo. Ora sto studiando chitarra.
Molti si tatuano sue frasi, sue parole.
Lo so e dico che è peggio quando si tatuano la mia faccia. Non sento pressione per queste cose, sono cosciente di chi sono e ho molta cura di ciò che dico e faccio.
Cosa la aiuta?
Cerco di essere sempre me stessa, sono felice quando percepiscono la mia genuinità. Dietro a quello che la gente vede ci sono ore di lavoro e non solo mie.
E’ tra le dieci più influenti d'Argentina.
Lo so e mi fa strano. Sono come mi vede. Genero empatia parlando con i ragazzi che sognano la mia vita.
C'è un motivo.
La normalità. Vengo da un barrio medio di Buenos Aires e nessuno credeva che, non avendo agganci, potessi arrivare a fare televisione. E' un racconto edificante ma non vivo pensando che la mia voce sia legge. Mi rende felice trasmettere il io pensiero ma ho sempre presente chi sono, non sono una consigliera per nessuno.
E' anche ambasciatrice dell'Unicef.
Ho sempre pensato alle responsabilità delle persone pubbliche. Metterci la faccia è già un atteggiamento solidale. Sono una privilegiata perché non siamo noi che facciamo il vero lavoro, ci sono centinaia di persone operative ma noi solo con uno spot muoviamo le coscienze. Mia mamma m ricorda che con un semplice gesto posso fare grandi cose.
Suo fratello vive ancora ad Ancona?
No, ci ha vissuto 5 anni. Fu ingaggiato da un talent scout del calcio italiano.
Ha origini italiane, a giudicare dal cognome.
I miei bisnonni erano proprio di Ancona. Questa non è la mia prima volta in Italia. Feci anche un piccolo spettacolo. Oggi che il pubblico ha il mio disco magari si creano nuove opportunità.
Come descrive la sua musica?
E' un pop con molte influenze. Per essere originale la musica deve essere fusion.
I social lei li domina con i suoi numeri ma ovunque va è sotto controllo.
Vivo in relax la situazione, non sono io quella dei social. Io sono tante cose, sono la mia musica e anche questa intervista con lei. Quando uno diventa famoso i fan si preoccupano anche del colore delle mutande, ma non sono io quel personaggio. Io sono una ragazza normale.
Concerti?
Nel 2017 farò tour un europeo. Ho già date in Spagna e Israele. Spero si aggiungano quelle italiane.
Sappiamo che ama i Queen.
E' il gruppo per me più importante e lo devo a mia mamma. Ma ci metto anche Michael Jackson e Madonna. Mi piace l'artista che è anche showman, deve trascendere dalla canzone. I mie spettacoli devono essere sorprendenti tutto deve stupire.
Quando si trova davanti uno stadio pieno le tremano le gambe?
No. Per due motivi: sono preparata e ci metto una grinta infinita.

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