02 maggio 2017

Romy Schneider: profanata la tomba dell'attrice della principessa Sissi

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Romy Schneider: profanata la tomba dell'attrice della principessa Sissi

La tomba di Romy Schneider, l’indimenticata attrice che prestò lo splendido volto alla principessa Sissi, è stata profanata pochi giorni fa. Orrore a Boissy-sans-Avoir, dove era sepolto il corpo di Romy, a cinquanta chilometri dalla capitale francese. 

Romy Schneider: chi non si ricorda dello splendido viso di quest’attrice tedesca, naturalizzata francese? Romy, nell’immaginario di tutti, è rimasta la principessa Sissi per eccellenza, colei che ha saputo dare un volto ancora più bello dell’originale all’imperatrice Elisabetta d’Austria. Il suo ricordo, purtroppo, è stato brutalmente turbato per la scioccante profanazione della sua tomba, a Boissy-sans-Avoir, località vicino a Parigi dove Romy riposava in pace da ormai 35 anni.

Romy Schneider: paura e orrore sulla sua tomba

Inspiegabile l’orribile atto vandalico compiuto sul luogo dell’eterno riposo di Romy Schneider: la sua tomba è stata brutalmente profanata, un avvenimento scioccante per tutti coloro che hanno a cuore l’attrice. La pietra tombale è stata violata pochi giorni fa, probabilmente durante il weekend. “Uno p più individui” riportano fonti del luogo “hanno spaccato la lapide provocando l’apertura della tomba”. Al momento, però, non sono stati registrati altri danni, anche se tanto basta a suscitare orrore e paura intorno all’accaduto.

Romy: anima tormentata anche dopo la morte

Un viso angelico, una bellezza pura e perfetta. Nulla, guardando un ritratto di Romy Schneider, lascerebbe presagire aspetti negativi nella vita di una donna così attraente e affascinante. Invece, come nelle peggiori favole che non si avverano, l’esistenza di Romy è stata tutt’altro che felice. A soli quindici anni Rosemarie Magdalena Albach-Retty approda nel mondo del cinema tedesco, anche se lei non ne era totalmente convinta. Spinta dalla madre, l’attrice Magda Schneider, da cui ha deciso di ereditare il cognome per il suo nome d’arte, intraprende la carriera nel mondo del cinema. Il primo successo arriva con il film “L’amore di una grande regina” dove una giovanissima Romy interpretava il ruolo della Regina Vittoria, ma fu soltanto con il nome di un’altra figura regale che divenne indimenticabile. Nel 1955, la Schneider veste gli ottocenteschi panni di una splendida Elisabetta di Baviera, destinata poi a diventare imperatrice d’Austria: Romy, infatti, è per tutti la più bella ed elegante principessa Sissi di tutti i tempi. La sua freschezza e pura bellezza hanno superato quella della vera imperatrice d’Austria e Ungheria che, secondo le fonti storiche, aveva una vera ossessione per trattamenti estetici durissimi, cui sottoponeva il corpo e il fisico. Romy interpretata Sissi in tre film, ma rifiuta il quarto.

I foschi presagi nei suoi film e la tomba profanata

Nonostante il successo della trilogia sulla principessa Sissi, Romy si rifiuta di recitare nel quarto film: è insoddisfatta e qualche tempo dopo confessò di vergognarsi di quelle esperienze cinematografiche. Iniziano così i tormenti di Romy, i primi sintomi della depressione che avrebbero accompagnato l’attrice fino alla morte, avvenuta all’età di 43 anni, nel 1982. Si parlò di suicidio, ma non ci fu autopsia e le cause della morte non furono mai accertate. Certamente, la vita di Romy non è mai stata facile, un po’ come nei suoi film: Sissi soffriva di malesseri e crisi nervose, qualcosa che anche Romy conosceva bene. In seguito, subì un fortissimo shock per il suicidio del primo marito, che si impiccò nel 1979. Ma fu un altro grave lutto che, con ogni probabilità, devastò totalmente la sua vita: nel 1981, appena dieci mesi prima della sua stessa morte, il figlio David morì in un tragico incidente, mentre tentava di scavalcare un cancello acuminato. E ora, durante l’eterno riposo proprio a fianco del figlio, qualcuno ha profanato la sua tomba, dopo 35 anni dalla sua sepoltura. Chissà se, finalmente, i tormenti di Romy Schneider, una delle dive immortali del cinema, potranno avere una fine. Le indagini, per ora, sono ancora aperte.

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