07 agosto 2017

Tinto Brass ha detto "sì": matrimonio a Roma con Caterina

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Tinto Brass sposa Caterina Varzi

Tinto Brass, il maestro del cinema erotico italiano, si è sposato all’età di 84 anni con la sua fidanzata e assistente Caterina Varzi. La cerimonia si è svolta nella casa del regista a Isola Farnese.

Così come aveva annunciato, Tinto Brass ha sposato la sua Caterina. Il regista 84enne ha detto sì alla sua assistente/avvocato il pomeriggio del 3 agosto.

Cronaca di un matrimonio annunciato

Il maestro dell’eros si è sposato con una cerimonia civile nella sua casa di Isola Farnese, a Roma, alla presenza di quattro testimoni e pochissimi invitati. Caterina Varzi è arrivata con un abito bianco senza maniche, capelli sciolti, occhiali da sole neri e il classico bouquet tra le mani. Per Tinto Brass queste sono le seconde nozze: il regista era già stato sposato con la sceneggiatrice Carla Cipriani, scomparsa nel 2006. La decisione di convolare a nuove nozze era stata annunciata dai due poche settimane fa. E in quel contesto, Brass aveva detto che avrebbe sposato Caterina soprattutto per ragioni pratiche: il regista vorrebbe praticare l’eutanasia se le sue condizioni si dovessero aggravare e vuole che la moglie lo aiuti a mettere in pratica le sue ultime volontà.«Voglio essere libero di decidere come morire, prima di perdere la dignità. Abbiamo un patto molto forte che vogliamo suggellare con il matrimonio»aveva dichiarato il regista. Tinto Brass e Caterina Varzi hanno una relazione da dieci anni, lei, all’epoca del loro primo incontro era una ricercatrice universitaria ed avvocato. Nel 2009, il regista la vuole come protagonista del suo cortometraggio “Hotel Coubert” e da allora non si sono più lasciati. Caterina è diventata anche l’assistente personale di Tinto, i due sono molto affiatati e, nonostante la differenza di età – la Varzi ha 56 anni – innamorati come il primo giorno. Brass è rinato accanto a Caterina: “È indispensabile, generosa, forte”. Tinto Brass ha messo a tacere anche le voci che volevano la sua assistente spinta da interessi economici, ma il maestro dell’eros ha precisato di non avere proprietà né ricchezze di altro genere. Caterina è stata accanto al regista anche dopo l’ictus che l’ha colpito nel 2010. E proprio per questo, Brass ha deciso di voler affidare a lei la chiave della sua vita “sicura che la girerà al momento giusto”.

Una carriera all’insegna della trasgressione

Tinto Brass rappresenta, nell’immaginario collettivo, la libertà, la trasgressione, il peccato. Ma non tutti sanno che il regista, all’anagrafe Giovanni, nato a Milano il 6 marzo 1933, è laureato in Giurisprudenza e da giovane ha lavorato come archivista e proiezionista alla Cinémathèque française. In quel contesto conosce i registi del cinema impegnato dell’epoca: Rossellini, Truffaut, Godard, Chabrol. Fino agli inizi degli Ottanta, il cinema di Tinto Brass è fatto di pellicole sperimentali. Ma è con La Chiave, del 1983, che il regista ha la svolta importante della sua carriera. Il film lancia Stefania Sandrelli e dà il via a una serie di film ad alto tasso erotico: Miranda, con Serena Grandi, Capriccio con Francesca Dellera, Paprika con Debora Caprioglio e Così fan tutte con Claudia Koll. Le polemiche sull’alto contenuto erotico dei suoi film contribuisce a farne un maestro assoluto del genere e, contemporaneamente, a lanciare nel mondo del cinema le protagoniste delle sue pellicole.

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