30 agosto 2017

Whitney Houston: la dichiarazione shock sulla sua vita privata

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Whitney Houston: la dichiarazione shock sulla sua vita privata

A quanto pare nel passato di Whitney Houston non c’è solo la storia della musica. Secondo una fonte molto vicina alla cantante, la sua vita privata è stata, negli ultimi tempi, molto più che turbolenta. Con l’arrivo di “Whitney: Can I Be Me”, il documentario sulla sua storia, arrivano anche i dettagli pungenti della sua quotidianità.

Whitney Houston era bisessuale: a dichiararlo sarebbe stato un suo caro amico, che era al corrente del fatto che la cantante fosse pazzamente innamorata della sua assistente Robyn Crawford, con cui ha lavorato per oltre 20 anni.

Whitney Houston: ancora molte sorprese su di lei

L’abbiamo persa nel 2012, ma il suo ricordo è ancora vivo nel nostro cuore e nelle nostre playlist. E alcuni amici a lei molto cari la ricordano, ancora oggi, come una donna che, se avesse fatto coming-out, sarebbe in tutta probabilità ancora viva. Una dichiarazione così forte potrebbe essere supportata solo da chi la conosceva molto bene. Nel corso del documentario “Whitney: Can I Be Me” saranno presentati alcuni aspetti e sfumature della vita della cantante di cui eravamo all’oscuro, e tra inediti dietro le quinte e interviste potremo comprendere un po’ meglio il tormentato rapporto tra lei e la figlia, Bobbi Kristina Brown.

La rivelazione del documentario

La vera sorpresa di questa biografia, però, è la dichiarazione fatta dall’ex guardia del corpo Kevin Ammons, confermata anche da Ellin Lavar, il costumista. Whitney Houston aveva una relazione con la sua assistente Robyn Crawford, 56 anni. Bobby Brown, l’ex marito, si è ritrovato spesso al centro di furiosi litigi con l’assistente: entrambi facevano a botte (letteralmente) per contendersi l’amore della cantante. Ellin Lavar ha tentato di dare una spiegazione a questa atroce realtà: “Non penso che fosse gay, ritengo fosse bisessuale. Robyn era un porto sicuro in un mare in tempesta: in lei Whitney riusciva a trovare la pace e la sicurezza di cui aveva assoluto bisogno”. Dal canto suo, Robyn Crawford, attualmente sposata con dei bambini, ha preferito non commentare sulla vicenda e prendere parte al documentario: per lei, la vita è andata avanti. L’assistente aveva deciso di voltare pagina nel 2000, quando si era licenziata dopo 20 anni di onorato servizio. Sembra però che queste “dimissioni” fossero state tutt’altro che volontarie, e che sia stata la madre di Whitney, Cissy Houston, ad allontanarla da sua figlia.

12 anni dopo, l’attrice e cantante è stata trovata morta in una camera d’albergo: era l’11 febbraio del 2012. La causa della morte è stata imputata all’annegamento in una vasca da bagno, provocato da un attacco cardiaco in seguito al consumo di cocaina. Chi la conosceva bene, però, è convinto che Whitney non sarebbe mai arrivata a tanto, non fosse stata schiacciata dal peso della sua sessualità nei confronti del grande pubblico. Tutti, marito compreso, sono convinti del fatto che sia stata l’assenza di Robyn a farla spegnere lentamente fino al giorno del grande gesto. Nel corso di un’intervista per il MailOnline, Nick Broomfield (il regista) ha spiegato: “Anche Bobby Brown amava Whitney, e l’amava al punto che permetteva a Robyn, sua rivale, di stare con lei. Lo sapeva che era lei a tenerla viva. Robyn ha fatto un lavoro esemplare nell’aiutarla nella sua quotidianità, a tenerla sul pezzo. Era grazie a lei che Whitney arrivava puntuale ai suoi appuntamenti. Tutti coloro che la conoscevano bene sanno che era Robyn a tenerla sulla giusta strada: la sua assenza improvvisa… l’ha fatta deragliare”.

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