05 settembre 2017

Robbie Williams racconta la sua battaglia contro la depressione

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Robbie Williams racconta la sua battaglia contro la depressione

Robbie Williams non ha mai fatto mistero delle difficoltà incontrate nell’elaborare le dimensioni del suo successo. Trasparente e vivido nei dettagli, il musicista racconta dei suoi piccoli, grandi vizi, del suo tormentato presente fatto di eccessi, e di quanto il suo lavoro stia arrivando, potenzialmente, a ucciderlo.

La lotta quotidiana contro i suoi fantasmi lo rende uno degli artisti più tormentati ed affascinanti dei nostri tempi. Robbie Williams è fermamente convinto che le sue debolezze per alcol, droga e psicofarmaci siano la diretta conseguenza di un lavoro che lo sta uccidendo lentamente.

Robbie Williams: anima tormentata

Parlando con il The Sunday Times Magazine, Robbie Williams, 43 anni, racconta dei suoi grandi conflitti con la popolarità. Essere famosi non è tutto rose e fiori, soprattutto per lui: secondo il suo punto di vista, infatti, la fama starebbe gravemente minando la sua salute. Nelle sue lotte quotidiane con i vezzi della celebrità, che Robbie Wiliams combatte con gli strumenti sbagliati – alcol, droghe e psicofarmaci – l’artista rivede lo spauracchio che lo tormenta da sempre: il fantasma della depressione.

Robbie Williams parla della popolarità come se fosse un serial killer con il coltello già in mano, e senza mezzi termini: “Questo lavoro fa molto male alla mia salute. Finirà per uccidermi. A meno che io non decida di vederlo in altro modo”. Ed è proprio questo, probabilmente, il punto. Cambiare la propria percezione delle cose che ci fanno paura, che ci fanno soffrire, a volte è più difficile di quanto non si pensi. Robbie Williams fatica ad accettare la possibilità che la fama diventi una cosa del tutto positiva. Ad aggravare questa sensazione di impotenza, ci pensa la depressione: “[La depressione] è una cosa di famiglia. Non so se sarei così psicologicamente malato se non fossi famoso. Probabilmente, se non fossi famoso, la mia malattia non sarebbe così orribile e potente”. Attualmente Robbie Williams si trova in tour in Australia, ma il suo stato di salute fa preoccupare i fan e, soprattutto, la moglie Ayda Field.

Robbie Williams sul suo passato

Mantenendo un registro di assoluta sincerità, Robbie Williams ha rivolto uno sguardo alle sue esperienze passate: “L’attenzione del pubblico di tutto il mondo ti viene puntata addosso, e funziona proprio come una lente di ingrandimento: anche i tuoi difetti diventano più ovvi e più grandi, sotto gli occhi di tutti”. Quando parla della moglie, Robbie Williams non ha che parole di conforto e piene d’amore. L’artista è infatti convinto che sia stata lei a salvargli la vita. “La depressione e l’ansia non esistevano ai tempi in cui io mi trovavo a combatterle: fortunatamente, i tempi sono cambiati e adesso l’argomento non è più marginalizzato e ridicolizzato da nessuno. Ai tempi, mi sentivo molto più isolato e solo: tutti mi dicevano che dovevo semplicemente rialzarmi e andare avanti”. Dai tempi dei “Take That”, l’incantevole musicista di strada ne ha fatta parecchia. Tuttavia, le insicurezze continuano ad accompagnare ogni suo passo. “Non capivo cosa mi stesse succedendo, e non capivo come chiedere aiuto. Non puoi etichettare ansia e depressione, perché non le sai identificare. E così, ignaro, sono salito sulle montagne russe della droga e delle dipendenze. Il mio edonismo era troppo grande per questo pianeta: sono entrato in terapia un paio di volte, ho fatto tanta autoanalisi e ho cercato di nascondere le mie emozioni. Ero diventato l’ombra di me stesso”.

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