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08 settembre 2017

George e Amal, a casa loro un giovane sfuggito all’Isis

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George e Amal, a casa loro un giovane sfuggito all’Isis

Molto attivi nel campo della beneficenza, George Clooney e Amal Alamuddin non si limitano ad offrire i loro soldi per progetti umanitari. Hanno persino deciso di ospitare nella loro villa un ragazzo scampato all’Isis

George Clooney e la moglie, Amal Alamuddin, si mettono sempre in gioco in prima persona. E - tra donazioni, finanziamenti e opere benefiche di vario genere – corrono spesso in aiuto dei meno fortunati. Fino ad arrivare a ospitare nelle loro proprietà un giovane ragazzo, scatta dalla violenza dell’Isis.

Impegni umanitari

È stato George Clooney in persona, a dichiararlo nel corso di un’intervista rilasciata al The Hollywood Reporter. Nella casa che lui e la moglie possiedono ad Augusta, nel Kentucky, hanno deciso di ospitare un ragazzo iracheno di religione yazidi. «Si trovava a bordo di un pullman diretto a Mosul, quando combattenti dell’Isis hanno sparato uccidendo i due autisti. “Spareremo a tutti i ragazzi che intendono andare a scuola”, hanno urlato i guerriglieri», ha raccontato Clooney. «Lui, fortunatamente, è sopravvissuto, ed è riuscito a raggiungere l’America. Ha superato tutti i controlli, uno dopo l’altro, ed è stato come se a quel punto – della sua vita – avrebbe potuto fare ciò che desiderava: ricevere un’educazione, cambiare la sua esistenza». Oggi, il ragazzo frequenta l’Università di Chicago. Ed è ospitato nella proprietà di Clooney e Amal, che di gesti di questo tipo ne hanno realizzati moltissimi. Solo nelle ultime settimane, hanno donato 1 milione di dollari ad un’associazione specializzata nella difesa dei diritti umani e nella lotta al razzismo, e hanno finanziato l’apertura di scuole per i rifugiati siriani. L’attore, inoltre, dodici anni fa – dopo aver letto di come il governo stesse conducendo operazioni di pulizia etnica nella parte occidentale del Paese, il Darfur -, ha deciso di impegnarsi per il destino del Sudan. L’ha fatto raccogliendo milioni di dollari, per portare il Sud Sudan all’indipendenza, riuscendoci nel 2011. Purtroppo, però nello stato africano le cose sono andate peggiorando: il nuovo Presidente e il suo vice hanno innescato una guerra per il controllo della terra e delle fonti di petrolio, uccidendo migliaia di persone. «È un disastro di proporzioni epiche» ha denunciato pubblicamente George Clooney.

George Clooney e il Darfur

Oggi, l’attore sta tentando un nuovo approccio, attaccando le finanze dei leader politici e militari con la collaborazione del FBI: un’operazione, questa, che ha portato a galla fino ad oggi 4 bilioni di dollari frutto di appropriazioni indebite. Ha poi contattato direttamente i Direttori delle più importanti banche del mondo, per dissuaderli dal sostenere la leadership del Sud Sudan. Inoltre, coi suoi partner di Casamigos Tequila Rande Gerber e Mike Meldman, Clooney ha venduto la compagnia guadagnandoci, lui solo, circa 200 milioni di dollari. Che ora vuole utilizzare per supportare le cause a cui lui e la moglie tengono di più. Un milione è già stato donato al Southern Poverty Law Center, mentre 20 saranno destinati alla fondazione dell’attore, la Clooney Foundation for Justice, per sostenere l’educazione dei rifugiati e per trovare loro delle case in cui vivere. Il tutto, senza dimenticare le loro carriere. Quella di Amal, nel campo della legge. Quella di Clooney, nella recitazione e – ora più che mai – nella regia. A tal proposito, George e consorte proprio in questi giorni si trovano a Venezia, dove il divo presenta Suburbicon, film ambientato negli anni Cinquanta e con l’amico Matt Damon per protagonista.

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