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11 settembre 2017

Ecco come George e Amal si sono conosciuti e innamorati

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Ecco come George e Amal si sono conosciuti e innamorati

Bellissimi, talentuosi, impegnati: George Clooney e Amal Alamuddin sono tanto perfetti da sembrare finti. Oggi, il bell’attore parla per la prima volta di come si sono conosciuti. E innamorati. In una candida intervista fatta d’amore e d’ironia

Oggi sotto i riflettori del cinema, della beneficenza e dell’imprenditoria, George Clooney e Amal Alamuddin aprono a The Hollywood Reporter le porte della loro villa sul Lago di Como. E, tra chiacchiere sul cinema e la politica, l’attore racconta di come la loro storia ebbe inizio.

Cannes, i safari, le giraffe

Un’intervista, e pure un pranzo, tra le mura della sua villa italiana: George Clooney accoglie così The Hollywood Reporter, per una lunga chiacchierata a cuore aperto. Con lo splendido panorama comasco a fare da cornice, e con gli alti alberi a proteggere quella costruzione del XVIII secolo, spesso oggetto di tentativi d’incursione da parte di paparazzi di tutto il mondo. Con lui, racconta il giornalista, c’è Amal., splendida nel suo tubino nero. E poi l’amica di lei, Samantha Barry, che ha lasciato l’Inghilterra per lavorare a New York, alla CNN; la sorella di lui, Ada Zeidler, e poi la mamma, col suo compagno. E, ovviamente, i gemelli Ella e Alexander. Ad un certo punto, George si alza, e massaggia le spalle della sua splendida moglie. Quando il divo si allontana, il giornalista chiede alla consorte cosa del suo compagno – in questi quattro anni di relazione – l’abbia sorpresa di più. «Vedere che grande padre è», risponde Amal. Ma come si sono incontrati, i due? Tutto ebbe inizio nel luglio 2013, quando a Cannes un amico comune li presentò. «Pensai che era bellissima, ma anche simpatica e intelligente», racconta Clooney. «Probabilmente lei pensò che fossi troppo vecchio. Poi iniziò a mandarmi fotografie dei posti in cui era, iniziammo a scriverci, a mandarci e-mail, a parlare, più che altro di quello che succedeva nelle nostre vite. Dopo un po’ di tempo, ci fu chiaro che non eravamo solamente amici». A ottobre del 2013, l’attore invitò Amal a Londra, all’Abbey Road Studios, dove si trovava per supervisionare la registrazione di Monuments Men. «Fu un bel primo appuntamento. Poi andammo a cena. “Andiamo in questo posto!”, propose Amal. Così, arrivammo in un locale super chic, e quando uscimmo c’erano 50 paparazzi ad aspettarci». A  Londra, George Clooney ci rimase per sei settimane. E la relazione si fece sempre più seria. «Dopo quel periodo, trascorremmo il Natale a Cabo San Lucas, poi andammo in Kenya per un safari. Amal adora le giraffe! Andammo in questo posto, il Giraffe Manor, in cui gli animali ti prendono il cibo dalle mani e ti baciano attraverso le finestre». Rientrato a Los Angeles, l’attore mostrò al suo amico Ben Weiss un’immagine di Amal che sorrideva a quella giraffe. E gli disse: «penso che le chiederò di sposarmi».

La proposta

Arrivò il febbraio 2014, e Clooney iniziò a pianificare quella proposta di matrimonio. La studiò nel minimo dettaglio, dal luogo al sottofondo musicale. Comprò un anello, e con Amal non fece trapelare nulla. Ad aprile, la invitò a cena. «Cucinai un piatto di pasta, e comprai dello champagne. Dopo cena, le chiesi di andare a prendere un accendino per accendere una candela, così tirai fuori l’anello. Mi inginocchiai, con le canzoni di Rosemary in sottofondo. C’era una strofa che diceva: “Perché non dovrei? Perché non dovrei cogliere l’occasione di questa storia? Perché non dovrei conoscere quest’amore?”. Lei prese l’anello e iniziò a dire “O mio dio”. Passammo venti minuti così: io in ginocchio, lei incredula. Poi, finalmente, disse di sì». E il resto è storia…

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