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12 settembre 2017

Taylor Kitsch: "Prima di X-Men dormivo per strada (letteralmente)"

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 Taylor Kitsch: "Prima di X-Men dormivo per strada (letteralmente)"

Al momento, Taylor Kitsch si gode una splendida casa e una carriera d’attore di successo, pronto a imbarcarsi in nuovi progetti ogni giorno. Oggi, Taylor Kitsch può dire di no ad un copione che non è di suo gradimento. Per lui, però, la vita non è sempre stata così favorevole.

Taylor Kitsch ha portato al successo tutte le produzioni di cui si è reso protagonista, tra cui “True Detective” e “X-Men”. Prima del successo, però, il 36enne si è trovato a compiere qualche scelta difficile. Per un po’ di tempo quando è sbarcato da Los Angeles a New York, infatti, Kitsch ha dovuto ripiegare dormendo per strada.

Taylor Kitsch: le cose che si fanno per Hollywood

Per poter lavorare nel grande schermo, Taylor Kitsch ha dovuto rinunciare a molte comodità della sua vita precedente, in Canada. Per esempio, Kitsch ha dovuto rinunciare ad una casa. Almeno all’inizio. Si dà il caso, infatti, che l’attore abbia attraversato qualche momento “nero” poco prima di essere scritturato negli X-Men, e dunque fare il suo grande debutto. Di questa esperienza che ora, per fortuna, l’attore ricorda con un sorriso, Kitsch ne ha discusso durante la premiere di “American Assassin”, ai microfoni dell’US Weekly. “Ho vissuto per un po’ di tempo nella mia macchina a Los Angeles. E con un po’ di tempo, intendo… mesi. Era una Firefly, non particolarmente comoda per dormire. E il finestrino si incastrava sempre, ed ero così arrabbiato una sera che a furia di tirare lo ho mandato in mille pezzi. Ho dovuto sostituirlo con del nastro adesivo e della plastica trasparente”. Per lui, il mondo del cinema non è sempre stato rose e fiori.

Più distrutto del suo finestrino e senza un soldo, Taylor Kitsch ha lasciato l’America con le pive nel sacco per tornare alla sua Vancouver, meno ostile. È stato lì che ha potuto ricominciare a lavorare, ed ha ottenuto qualche ruolo in piccoli film. Piano piano, il tempo e il suo carattere gli hanno permesso di stringere rapporti sempre più stretti con gli agenti, e il suo primo ruolo è arrivato con Tim Riggings in “Friday Night Lights”, nel 2006. Poi, finalmente, è arrivato “X-Men”, e tutto è bene ciò che finisce bene. Non si può dire, però, che la sua vita prima di Hollywood fosse fatta di piccole soddisfazioni.

Taylor Kitsch: vivere nella propria macchina non è facile

Ero un barbone senza fissa dimora, letteralmente” ha raccontato qualche tempo fa Taylor Kitsch, ai microfoni del Daily Best. Con un visto di lavoro canadese era difficile trovare un impiego qualsiasi. Ha provato a entrare nel catering per qualche soldo sottobanco, ma ha dovuto andarsene quando gli hanno fatto storie. Senza casa e senza un centesimo, ha trovato per un po’ di tempo un tetto sopra la testa grazie ad un amico, che gli permetteva – rullo di tamburi – di dormire sul pavimento. “Dopo quell’esperienza ho trovato un piccolo appartamento, ma non avevo la green card quindi non avevo diritto ad allacciarmi all’elettricità. Rubavo qualche candela alla fidanzata del mio amico e di notte mi arrangiavo così. Non avevo mobili, ma solo un vecchio materasso sgualcito. Poi sono riuscito a rubare una vecchia pentola da un mercatino delle pulci per bollirci del pollo ogni tanto”. Poi, però, il padrone di casa si è accorto che non poteva pagare e lo ha sbattuto fuori. “A quel punto ero davvero senza casa. La sera andavo da un mio amico, stavo lì fino alle 11 o mezzanotte e lo salutavo per andarmene a dormire da qualche parte in metro. Cercavo di rimanere il più possibile, poi la mattina andavo in palestra e mi facevo una doccia gratis”.

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