02 ottobre 2017

Andrew Garfield: "ecco cosa penso di Donald Trump"

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Andrew Garfield: "ecco cosa penso di Donald Trump"

Su Donald Trump, e sul suo modo di governare, Andrew Garfield ha una teoria tutta sua. E, nel corso di un’intervista, non ci va per il sottile. Del resto, l’attore classe 1983 non ha mai avuto remore nell’esprimere le sue opinioni

Intervistato dal The Sunday Times, Andrew Garfield non ha esitato a parlare di politica. A dimostrazione di quanto, l’attore di “The Amazing Spider-Man”, sia cresciuto. Non solo professionalmente (e lì, a dimostrarlo, sono gli ultimi impegnatissimi ruoli). Andrew è cresciuto anche come uomo. E, da britannico con cittadinanza americana, ha detto ciò che pensa di Donald Trump. Senza peli sulla lingua.

Il problema con la celebrità

«C’è questo strana abitudine di mettere le celebrità sul piedistallo, e lo so per certo perché alcune persone – quando le incontro – mi dicono “sei un dio”, e io mi sento completamente a disagio», ha dichiarato Andrew Garfield nel corso dell’intervista. Lui, così riservato, con una vita privata che è protetta da un altissimo muro di privacy. Ma, ai microfoni del The Sunday Times, Andrew si è lasciato andare. «Guardate chi c’è alla Casa Bianca. È più una celebrità, che un Presidente, e l’abbiamo eletto noi. Il problema non sono solo le persone che hanno votato per lui, è proprio una questione culturale. Si idolatra ciò che è falso e privo di contenuti, e questo è il risultato», ha dichiarato il 34enne attore. Che – dice – non vuole essere, con le sue parole, eccessivamente critico. E neppure ironico. «È perfettamente comprensibile tutto questo, ma mi piacerebbe che ci potessimo rendere conto di quanto ci siamo fatti fare il lavaggio del cervello», ha dichiarato. Decisamente, Donald Trump non è nei suoi favori…  E, come non lo è nei suoi, non è nei favori di una lunghissima lista di attori, cantanti e celebrities varie. Ma, l’intervista, non è stata per Andrew Garfield l’occasione per parlare solo di politica. Ha anche parlato di come ci si sente ad in interpretare personaggi omosessuali, un ruolo che recita nel remake di “Angels in America” di Tony Kushner, dove si cala nei panni del priore Walter, un omosessuale impegnato nella lotta all’AIDS durante l’epidemia del 1980, che decimò la comunità gay. «Tony Kusnher ha scritto questo testo, e mi ha offerto la parte. Sono stato anche un attore normodotato che ha interpretato un disabile in “Breathe”. Mi piacerebbe confrontarmi con chi trova sconveniente che io abbia recitato in questi due ruoli. Vorrei sedermi con loro in una stanza, e parlare della rappresentazione della disabilità e della comunità LGBTQ nell’arte», ha dichiarato.

Andrew e il “giardino”

Ex fidanzato di Emma Stone, Andrew Garfield non ha paura di assumere posizioni scomode. E non teme il confronto. «È, questa, una conversazione che vorrei fare a tu per tu. Non vorrei fosse una cosa pubblica, non sarebbe costruttivo. Quindi, entriamo in una stanza e parliamone. Lo dico per davvero», ha detto nel corso dell’intervista. Anche se – alla comunità LGBTQ – non è andata giù la frase da lui pronunciata qualche tempo fa («sono un omosessuale, ma senza l’atto fisico») anche se poi – per sua ammissione – tale frase sarebbe stata estrapolata dal contesto e quindi fraintesa. «Per quanto ne so, non sono gay. Magari un giorno scoprirò di esserlo, e sono sicuro che sarà meraviglioso e che esplorerò anche quell’area del giardino. Ma, per il momento, sono concentrato sull’altra zona, che è meravigliosa allo stesso modo», aveva dichiarato nel corso di una chiacchierata al National Theatre. Interrogato ora su cosa intendesse, ha spiegato: «voglio entrare a pieno nella battaglia di una comunità che non dovrebbe essere costretta a combattere per affermare la sua identità. La sessualità non è una scelta: voglio aiutare la gente a capire che ognuno è nato come è nato». Per poi concludere: «non ho ancora esplorato tutto. Voglio toccare con mano ogni cosa. È questo, il senso di ciò che ho detto. Se mi dovesse succedere, sarei felice di esplorarlo tutto, quel giardino». 

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