10 ottobre 2017

Jessica Alba: ecco perché vede Hollywood da lontano

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Jessica Alba: ecco perché vede Hollywood da lontano

In attesa della sua terza figlia, Jessica Alba è raggiante. E più bella che mai. Eppure, sembra che un po’ – di questa ragazza dai tratti unici – Hollywood si sia dimenticata. Ma qual è il motivo, se davvero ce n’è uno?

Una bellezza particolare

Il motivo? Il primo è il meno “simpatico”. Jessica Alba – seppure splendida – ha tratti somatici molto particolari, frutto di uno straordinario mix di culture. Purtroppo, i “non bianchi”, ad Hollywood faticano di più. E, spesso, si trovano ingabbiati in un limitato range di ruoli. «Non riuscivano a comprendere la mia etnicità, mi consideravano sempre troppo esotica», ha lei stessa confessato nel corso di un’intervista. E, sebbene ora le cose stiano cambiando, è ancora difficile per un’attrice di colore essere ingaggiata per un certo tipo di ruoli. Inoltre, Jessica Alba non ha recitato in film proprio memorabili: il suo film di maggior successo è probabilmente “Sin City, che annoverava un cast stellare con attori del calibro di Bruce Willis e Clive Owen. Gli altri suoi ruoli, per i non addetti ai lavori, è difficile ricordarli. Neppure quando è entrata a far parte dell’universo dei fumetti – oggi tanto di moda a Hollywood – è stata fortunata. Il suo “I Fantastici Quattro” (2005), in cui recitava nei panni di Sue Storm, è stato il film Marvel meno riuscito. Inoltre, ad analizzare la sua carriera, sembra che la Alba non abbia mai avuto in mente un vero e proprio progetto. Agli inizi del 2000 era una sorta di It Girl hollywoodiana e – dopo “The Eye” del 2008 – non ha più ricoperto ruoli di rilievo. Ha accantonato il filone commerciale, in favore di piccole parti all’interno di produzioni indipendenti. Il che, sebbene stesso continuando a lavorare, l’ha resa invisibile all’industria cinematografica.

Interpretazioni mal riuscite

Jessica Alba ha anche preferito tenere il suo nome lontano da alcuni veri e propri disastri cinematografici. Il suo ultimo film, “Mechanic: Resurrection” è stato massacrato dalla critica. E, qualche anno prima, il suo ritorno nel sequel “Sin City: A Dame to Kill For” non aveva suscitato particolare interesse tra i produttori di Hollywood. Ancora prima, Jessica era stata duramente contestata per la sua interpretazione in “An Invisible Sign”. Definita “inespressiva”, da The Hollywood Reporter era stata così descritta: «non sa condurre un film da sola e, nei panni di una matematica, non è credibile. Si vede che non ha nessuna affinità con la materia». E nemmeno ha dato l’illusione – tramite la recitazione – di saperla padroneggiare. E così è stato per tutti i film successivi. Produzioni di scarso successo in cui l’attrice, peraltro, non aveva ruoli di rilievo: in “Machete Kills” ha recitato solo qualche minuto, ne “Il fidanzato di mia sorella” – bollato come “cliché” – pure. Del resto, è come se sia stata lei stessa a voler accantonare la sua carriera di attrice. «Ho smesso di recitare per davvero quando avevo 27 anni. Ho capito che non era lì, che volevo spendere le mie energie», ha confessato. Ma, neppure lontano dallo schermo, le cose le sono andate troppo bene. La sua azienda di prodotti beauty – the Honest Company –, nel 2016, è stata accusata di mettere sul mercato prodotti “pericolosi”, tra cui una polvere per i neonati che – pare – irritasse la pelle. Anche se, oggi, l’azienda è valutata 2 bilioni di dollari, la gente continua a ricordarsi più che altro i suoi momenti no. E questo non aiuta certo Jessica Alba. Per adesso, non le resta che godersi la sua terza maternità. E fare il mestiere che, lo si legge nei suoi occhi, è quello che – più di tutto e più di tutti – la rende felice.

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