24 ottobre 2017

Fiorello: "Anch'io ho avuto a che fare con Harvey Weinstein"

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Rosario Fiorello

Le mani e le minacce di Harvey Weinstein sono arrivate anche in Italia: a sorpresa Fiorello ha denunciato di aver ricevuto una lettera dal regista, che gli ha chiuso le porte di Hollywood in faccia. Ecco per quale motivo.

Harvey Weinstein non ha colpito solo a Hollywood, ma anche in Italia e pure gli attori di sesso maschile non ne sono stati immuni. E la nuova incredibile denuncia arriva da Fiorello.

L’incontro di Fiorello con Weinstein

La prima italiana a denunciare Harvey Weinstein è stata Asia Argento, ma non è la sola ad aver subito molestie e minacce dal produttore più potente di Hollywood. A prendere la parola questa volta è stato l’attore, comico e presentatore italiano Rosario Fiorello, che nella sua nuova trasmissione su Facebook – Il Socialista – ha raccontato di quando molti anni fa ha avuto un piccolo ruolo a Hollywood e ha incontrato il capo della Miramax Films. All’epoca Fiorello era stato ingaggiato per partecipare alle riprese del film "Il talento di Mr.Ripley", in cui hanno recitato anche Jude Law, Gwyneth Paltrow e Matt Damon: la pellicola era prodotta da Harvey Weinstein e, com’era prevedibile, è capitato che a qualche party Fiorello incrociasse l’uomo. «All'epoca la Paltrow era fidanzata con Ben Affleck e alle feste poteva capitare di incontrare Weinstein che, con atteggiamento godone, seduto sul divano con le gambe aperte, ordinava champagne anche per darlo da bere alle piante». Dopo l’esperienza a Hollywood, Fiorello è tornato in Italia, dove ha continuato con la sua carriera nel mondo della televisione. Ma le porte degli Stati Uniti per lui non erano ancora chiuse.

La nuova richiesta da Hollywood

Fiorello era piaciuto così tanto a Hollywood che qualche anno dopo venne ricontattato per un piccolo ruolo nel musical Nine di Rob Marshall, dove avrebbe dovuto interpretare un cantante italiano in una piccola scena. Lo showman però ha deciso di rifiutare, per un semplice quanto valido motivo: era estate – e più precisamente agosto – e ha detto che conoscendo gli americani lo avrebbero fatto stare negli Stati Uniti per un mese solo per girare una piccola parte. Ma per Harvey Weinstein, il no da parte di Fiorello a quanto pare era insopportabile, tanto che avrebbe deciso di mandargli una lettera minatoria: «Fu a quel punto che la società di produzione cinematografica di Harvey Weinstein mi inviò una lettera a sua firma. Mi scrisse che non potevo non accettare e che lui non poteva tollerare che un signor nessuno come me gli dicesse di no. Mi scrisse che Minghella aveva molta stima di me e cose tipo “come osi rifiutare” e “tu forse non hai capito a chi hai detto no”, con una conclusione del tipo: “Dopo questo rifiuto, non lavorerai mai più in America”». Poco male per Fiorello, che ha avuto – e ha tuttora – una carriera di tutto rispetto in Italia: «È per questo che non mi avete mai visto in Guerre Stellari e Rocky», ha detto scherzando.

Lo scandalo Weinstein

Lo scandalo di Harvey Weinstein ha colpito Hollywood come un uragano: dopo l’inchiesta del New York Times, che ha raccolto le testimonianze di decine di attrici molestate sessualmente dal regista, il produttore più potente d’America è stato spogliato di tutta la sua “magnificenza”. Licenziato dalla Miramax Films, espulso dall’Academy dalla giuria degli Oscar, da quella dei Brit Awards, lasciato dalla moglie e dai figli. Una fine ingloriosa per un uomo che pensava che tutto gli era dovuto.

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