16 novembre 2017

Charles Manson in ospedale: il killer di Sharon Tate è in fin di vita?

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Charles Manson

Le autorità non si esprimono, ma queste potrebbero essere le ultime ore di Charles Manson. Il killer si trova in ospedale e secondo forti indiscrezioni sarebbe giunto il suo momento: sconosciute finora le cause del malessere.

Charles Manson, il killer che ha terrorizzato e stravolto gli Stati Uniti, si troverebbe all’ospedale in fin di vita.

Ricoverato da cinque giorni

Il killer più efferato che l’America abbia mai conosciuto, Charles Manson, si troverebbe in ospedale - Bakersfield Hospital per la precisione – in fin di vita. L’uomo sarebbe stato ricoverato cinque giorni fa, ma la notizia sarebbe trapelata solo ora: e, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe i minuti contati. I portavoce del California Department of Corrections and Rehabilitation si sono rifiutati di commentare in base alla legge secondo cui gli agenti di polizia non possono diffondere il bollettino sanitario di un uomo che si trova in loro custodia.  Charles Manson oggi ha 83 anni e si trova in carcere da quasi mezzo secolo: inizialmente condannato a morte, la sentenza è stata poi commutata in prigione a vita dopo che lo Stato della California ha eliminato nel 1972 la pena capitale. Non è la prima volta che il killer ha problemi di salute: già lo scorso anno era stato portato in ospedale per danni intestinali. Attualmente non si conoscono le cause del suo malessere, ma sembrano molto più gravi rispetto agli scorsi episodi.

Gli omicidi e l’arresto

Charles Manson ha segnato l’America nel modo più macabro che potesse esserci: capo e guru di una setta durante la Summer of Love, ha convinto i suoi seguaci a commettere uno degli omicidi più efferati della storia degli Stati Uniti d’America. Quello dell’attrice Sharon Tate, moglie di Roman Polansky e incinta all’ottavo mese. La donna aveva organizzato una festa in casa insieme ad alcuni amici, quando alla porta hanno bussato dei ragazzi, apparentemente in cerca di aiuto. Erano Charles Watson, Susan Atkins, Linda Kasabian e Patricia Krenwinkel. I quattro avevano già provveduto a tagliare i fili del telefono e della luce e, dopo aver colto di sorpresa le loro vittime, hanno avuto gioco facile nel compiere il massacro. Sono stati uccisi tutti i presenti nella villa, tra cui Sharon Tate, che aveva solo 26 anni ed era incinta di otto mesi. Quella sera Roman Polanski non era presente perché trattenuto a Londra per motivi di lavoro: incapace di trovare il movente degli omicidi, la polizia inizialmente sottopose il regista a interrogatorio, prima di cambiare direzione alle indagini e scoprire la verità dietro quello che è passato alla storia come uno dei crimini più sanguinosi d’America. Charles Manson, che non ha mai partecipato attivamente a questi omicidi, è stato arrestato diversi mesi dopo grazie al lavoro del procuratore Vincent Bugliosi e alla confessione di Linda Kasabian.

Il movente della furia omicida

Charles Manson non si è mai pentito degli omicidi, né ha mai fornito un movente per le sue azioni: l’ipotesi più probabile è che vedesse negli abitanti dei quartieri alti di Los Angeles tutto quello che avrebbe voluto essere e che non sarebbe mai stato. Inizialmente pare infatti che il suo obiettivo non fossero i coniugi Polanski, ma un produttore musicale che l’aveva rifiutato. La sua vita è stata costellata dall’odio e il carcere non l’ha mai redento: poche volte il mondo ha visto nascere personalità come la sua, tanto carismatiche quando demoniache.

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