21 novembre 2017

Natalie Portman: "Ho avuto a che fare col sessismo in ogni film"

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Natalie Portman: "ho avuto a che fare col sessismo in ogni film"

Non ne esce benissimo, l’industria cinematografica, dalle parole di Natalie Portman. Seppure non sia mai stata aggredita, l’attrice ha confessato: «Sono stata discriminata centinaia di volte».

La bolla, ormai, è esplosa. Dalle prime denunce, le ultime settimane sono state tutto un susseguirsi di accuse di violenze e di molestie da parte dei potenti di Hollywood nei confronti delle donne. A cominciare dalle attrici. Ora, a parlare è Natalie Portman. Che ha avuto – per sua stessa ammissione – la fortuna di non essere mai stata aggredita. Ma che il sessismo lo conosce bene.

La volta in cui disse no

Non solo Harvey Weinstein: molti sono i produttori, i registi e gli attori accusati di violenza e di molestie. Non sempre da donne (vedere il caso Kevin Spacey). La scorsa domenica, sul palco del Volture Festival di Los Angeles, l’attrice ha dichiarato che – solo ora – si è resa conto di quanto l’industria cinematografica sia impregnata di un sessismo tossico. «Quando ho sentito uscire tutte queste dichiarazioni, il mio primo pensiero è stato: “sono così fortunata a non aver subito questo genere di cose!”», ha confessato. Per poi aggiungere: «pensandoci, però, ho capito che – sebbene non sia mai stata in alcun modo aggredita o assalita – ho subito discriminazioni e qualche genere di molestie praticamente in ogni progetto a cui ho preso parte. Sono passata dal pensare di non avere alcuna storia da raccontare, al capire che potrei raccontarne a centinaia». Perché, dice Natalie Portman: «credo che molte persone stiano ora facendo i conti con se stesse, con tutte quelle cose che si pensava fossero semplicemente parte del sistema». Qualcosa, però, adesso sta cambiando. E le donne di Hollywood sembrano non aver più paura di far sentire la loro voce. Ha raccontato, la Portman, anche un episodio in particolare: l’invito a salire sul suo jet privato da parte di un produttore. «Gli feci notare che saremmo stati solamente in due, e che su quell’aereo c’era un solo letto. Non successe niente, non mi aggredì. Semplicemente, gli dissi che la situazione non mi avrebbe fatta sentire a mio agio, e lui rispettò la mia scelta. Ma comunque, questa cosa non va bene. È stato un comportamento manipolativo e inaccettabile, e io ero spaventata. Ma anche solo il fatto che una donna che cammina da sola per la strada di notte abbia paura, beh, non so se gli uomini davvero si rendano conto di cosa possa provare».

Il cinema è sessista

Inoltre, Natalie Portman ha parlato del fatto che – ancora oggi – le donne debbano combattere per ottenere la parità nell’industria cinematografica. E che, proprio questa disparità, incoraggia comportamenti come quello di Harvey Weinstein. «Spesso, quando prendi parte ad un film in cui sei l’unica donna, sei la sola anche sul set. È molto raro trovare donne all’interno di una troupe, ad eccezione di ruoli molto stereotipati come le make-up artist, le parrucchiere, le addette ai costumi. E credo che questo succeda in molti campi, non solo nel cinema. Spesso, al lavoro, ci si trova ad essere le uniche sedute al tavolo: me lo raccontano anche le mie amiche, che sono donne d’affari, scrittrici, avvocati», ha confessato. Continuando: «la cosa sorprendente è che sembra quasi una strategia, tenere le donne lontano dalle altre donne, impedire loro di condividere storie e opinioni. Le persone non si aprono più. Siamo tutte isolate le une dalle altre. Gli uomini cercano di ostacolare la guida di una donna da parte di un’altra donna, perché si sentirebbero esposti. Così, dobbiamo lavorare duro per trovare e per relazionarci con donne che svolgono quei ruoli tipicamente maschili. In modo da non essere più da sole, sedute a quel tavolo».

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