28 novembre 2017

Bruno Mars: tutto quello che neanche i suoi fan sanno

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Bruno Mars: tutto quello che neanche i suoi fan sanno

Cantautore, ballerino e produttore discografico classe 1985, Bruno Mars – oggi – è una star famosa in tutto il mondo. Ma chi era, prima di raggiungere la fama? 

Agli inizi della sua carriera, Bruno Mars era “semplicemente” un imitatore di Elvis Presley. Oggi, il suo nome è famoso in tutto il mondo. Ci sono però molte cose, che non tutti sanno su di lui, a cominciare dalla sua infanzia. Aveva solamente due anni, Bruno, quando la mamma gli regalò un pianoforte. E ne aveva quattro quando scrisse la sua prima canzone. Prima ancora di iniziare a parlare correttamente, iniziò a imitare Elvis in un modo incredibilmente convincente: nel 1990 parte al documentario “Viva Elvis”, nel 1992 recitò nei panni di un piccolo Elvis in “Honeymoon in Vegas”. «Amo il modo in cui Elvis cantava e ballava e amo le sue labbra», dichiarò qualche tempo fa a proposito dei suoi esordi.

Gli esordi e la povertà

È nato in una famiglia unitissima, Bruno Mars. Sua mamma, che morì nel 2013 dopo un aneurisma cerebrale, la descrive così: «è la donna che mi ha insegnato ad amare, che mi ha mostrato l’importanza della vita. Per riaverla indietro, sarei disposto a barattare tutta la mia musica». Poverissimo – ad un certo punto della sua vita, visse in una piccolissima casa senza bagno -, Bruno Mars ha parlato così della sua infanzia: «avevamo tutto, avevamo noi stessi. Anche se non avevamo la corrente elettrica, eravamo sempre positivi: sapevamo che ce l’avremmo fatta». Un’infanzia in cui fu vittima di bullismo, da cui ne uscì diventando amico di quegli stessi bulli. E coltivando la sua passione per la musica. Anche i suoi genitori, del resto, facevano parte di una band. E, oggi, il suo fratello maggiore suona la batteria nella sua band. Ma da dove arriva, il nome Bruno Mars? Nato Peter Gene Hernandez, ha raccontato: «Bruno viene da Bruno Sammartino, un wrestler del passato. Mio padre mi soprannominò così perché secondo lui camminavo come un piccolo bulldog». Proprio per il suo vero cognome, nel corso della vita l’oggi famosissimo cantante ha dovuto lottare duramente contro gli stereotipi: nato da un ebreo portoricano e da una filippina, secondo l’opinione pubblica avrebbe dovuto fare musica latina o spagnola. «Non ho cambiato il mio nome per nascondere le mie origini. L’ho fatto perché “Bruno Mars” suona benissimo. Faccio musica per chiunque voglia ascoltarla: non solo per la gente di Porto Rico, i bianchi o gli asiatici», ha dichiarato.

La beneficenza

Perfezionista fino all’eccesso, nel 2010 fu arrestato per possesso di cocaina e costretto a 200 ore di servizio per la comunità. «È stata una lezione per me. Sono stato schiavo della droga per anni, mi sentivo come un bambino che stava sperimentando la vita. Ma la droga ti mette in una brutta posizione, ti fa vergognare», ha dichiarato in proposito. Da quel momento, gli scandali non lo colpirono più. Bruno Mars continuò a fare musica, fondò un’etichetta di rum - la SelvaRey – e iniziò a prendersi cura di sé, a cominciare dalla cucina: «mia mamma mi ha insegnato a cucinare, ma da mia nonna ho imparato un piatto pazzesco: riso giallo con olive, pepe e un sacco di altri ingredienti», ha confessato nel corso di un’intervista. Ma, soprattutto, Bruno Mars ha iniziato a prendersi cura degli altri. Ha donato 100.000 dollari alle vittime dell’uragano Yolanda – che colpì le Filippine nel 2013 – e un milione di dollari agli abitanti di Flint (Michigan), colpiti da una durissima crisi idrica. Avverso alla tecnologia (ha confessato di non saper neppure cambiare la sua foto profilo su Twitter), è una star di poche pretese. Se nelle sue canzoni parla spesso del suo amore per gli abiti di Versace, le aragoste e lo champagne, nel backstage non ha bisogno di molto: un po’ di alcool, tanta acqua, salviettine. Per il resto, di lui svela pochissimo. La privacy attorno la sua vita è massima, e lascia che – a parlare – siano le sue canzoni.

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