14 dicembre 2017

Salma Hayek: «Anch'io molestata da Weinstein, ecco perché parlo ora»

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Salma Hayek

Sembrava essere terminato il flusso di accuse da parte di attrici nei confronti di Harvey Weinstein, invece si è fatta avanti recentemente anche Salma Hayek. L’attrice di origini messicane ha confessato di aver subito avances e minacce da parte del produttore.

A distanza di oltre due mesi dalle prime denunce, non si fermano le accuse nei confronti di Harvey Weinstein. A puntare il dito contro il produttore americano, stavolta è Salma Hayek, che, in una lunga lettera pubblicata sul New York Times, spiega perché non ha parlato prima.

Le proposte e le minacce da parte di Weinstein

«Harvey Weinstein era un cinefilo appassionato, uno che si assumeva dei rischi, un promotore del talento cinematografico, un padre amorevole e un mostro. Per anni, è stato il mio mostro». Con queste parole dure comincia la lunga confessione di Salma Hayek, in cui l’attrice rivela quello che ha dovuto subire durante le riprese del film “Frida” del 2002. L’attrice dice di aver voluto con tutta se stessa portare sullo schermo la storia della pittrice messicana, simbolo della determinazione e del talento femminile. E la Miramax di Harvey Weinstein, che era considerata la casa di produzione cinematografica numero uno, si era rivelata l’ideale per realizzare il suo sogno. E così, dopo gli accordi sui compensi e su eventuali diritti sulla pellicola, Salma pensava semplicemente all’opportunità che aveva avuto. E invece, quell’accordo si rivelò un incubo: Weinstein cominciò a chiamarla a tutte le ore del giorno e della notte, a seguirla sui set dei film che stava girando, a bussare alle porte degli hotel dove alloggiava. Un vero tormento per l’attrice, che non ha mai ceduto alle avances del produttore, che si facevano sempre più spinte. Dopo i continui rifiuti della Hayek, Weinstein l’avrebbe minacciata di non farla più lavorare e, in un delirio di onnipotenza, anche di ucciderla. L’unica volta che ha ceduto alle insistenze del produttore, è stato quando ha “accettato” di girare una scena di sesso insieme a un’altra donna, solo per compiacere l’uomo: «Ho iniziato a tremare e a piangere. Non perché ero nuda con un’altra donna, ma perché ero nuda con lei per Harvey Weinstein».

La denuncia dopo tanti anni, ecco perché

L’attrice risponde anche a chi ha accusato tutte queste donne di aver parlato tardi, perché far passare dieci o vent’anni da quando si sono verificati i fatti può essere considerato complicità con il “carnefice”. E anche quando, a ottobre, sono cominciate ad arrivare le prime denunce per l’ex capo della Miramax, la Hayek ha scelto di non parlare, e nell’editoriale spiega i motivi: «Quest’autunno, sono stata avvicinata dai giornalisti, attraverso diverse fonti, compresa la mia cara amica Ashley Judd, per parlare di un episodio della mia vita con cui, sebbene doloroso, pensavo di aver fatto pace. Mi sono fatta il lavaggio del cervello pensando che era finita e che ero sopravvissuta. Mi sono nascosta dalla responsabilità di parlare con la scusa che c’erano già abbastanza persone a far luce sul mio mostro. Non ritenevo importante la mia voce, né pensavo che avrebbe fatto la differenza». Non solo, Salma continua dicendo di non aver parlato prima per il pudore di dover spiegare ai propri cari alcuni particolari intimi e dolorosi del suo rapporto con Weinstein, soprattutto dopo che lo avevano incontrato e salutato cordialmente per molti anni successivi a quegli incresciosi episodi. Vedere che tante altre donne stavano cominciando a denunciare il produttore, ha risvegliato la coscienza della Hayek, che così si è decisa a parlare. Il messaggio dell’attrice è rivolto a tutte le donne che hanno il coraggio di denunciare, portando alla luce un fenomeno molto diffuso, non solo nell’ambiente del cinema. E lancia anche una frecciatina a Donald Trump: «Mi ispiro a coloro che hanno avuto il coraggio di parlare, specialmente in una società che ha eletto un presidente che è stato accusato di molestie sessuali e di aggressione da più di una dozzina di donne, e che tutti abbiamo sentito dichiarare che un uomo di potere può fare quello che vuole alle donne».

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