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16 giugno 2010

La Bottega dei Talenti

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Pier Giuseppe Moroni all'opera durante l'evento del 7 giugno a Milano

E’ un metodo rivoluzionario per trasmettere e valorizzare la creatività e il talento di ciascuno. Per scoprire come leggi l’intervista al Trainer Camillo Sperzagni

di Barbara Ferrara

Apprendere l’eccellenza senza usare libri né manuali né altro, questo l’ambizioso obiettivo del progetto che si rivolge ai principianti e ai professionisti che vogliono approfondire e migliorare le proprie potenzialità creative ed espressive. Il tema è piuttosto interessante, roba 2.0 verrebbe da dire se non fosse che l’idea si rifà al vecchio tipo di insegnamento vigente nel Rinascimento - e che produsse schiere di geni ed artisti.

Stiamo parlando cioè del sistema delle botteghe, l’unico mezzo che all'epoca consentiva la valorizzazione dei talenti. Qui i giovani allievi imparavano l’arte direttamente dei grandi maestri. Oggi le cose sono cambiate, sì, ma come? La Bottega dei Talenti suona bene e ci piace ma di cosa si tratta? Per saperne e capirne di più abbiamo incontrato Camillo Sperzagni, Trainer, coach e docente presso l’Istituto Modelli di Comunicazione di Milano.

Chi ha inventato l’affascinante metodo?
Nessuno, nel senso che il metodo si basa sull'apprendimento imitativo, che da sempre è il modo più veloce ed efficace per "importare" abilità e talenti da un modello che ammiriamo per la sua eccellenza. Abbiamo delle zone del cervello che si sono evolute e specializzate per darci questa possibilità. Oggi la neurolinguistica e le neuroscienze hanno svelato il meccanismo e ci hanno permesso di costruire una versione molto più veloce e precisa di quella istintiva di ognuno di noi.

Posso usarlo per “modellare” abilità manuali o anche “astratte”?
Certo, non fa differenza, l'importante è che si possa disporre di un modello eccellente che vogliamo imitare.

Può darci un assaggio di come funziona?
I partecipanti vengono brevemente addestrati a cogliere non solo i comportamenti esterni del Modello, ma anche ad intuire e far risuonare dentro di sè le sue emozioni, aspettative, obiettivi e strategie.  Il resto è osservazione, pratica e aggiustamento. Di solito bastano 3-4 incontri per consentire ai corsisti di iniziare a praticare il talento del maestro. Naturalmente si tratta di uno schema che va allenato costantemente affinchè si sviluppi.

Tutti possono accedere a questo tipo di insegnamento o bisogna avere particolari doti o attitudini?
L'importante è avere curiosità, motivazione, ed essere disposti a mettere fra parentesi ciò che si ritiene giusto o scontato.

Pier Giuseppe Moroni, noto hair-designer italiano, ha aderito al progetto, facendo e dimostrando cosa?
L'evento del 7 giugno aveva una durata di due ore e mezza: era una specie di trailer. I partecipanti hanno avuto l'opportunità, dopo aver ricevuto alcuni brevi esempi e spiegazioni, di un vedere all'opera un indiscusso maestro del taglio intuendo e interiorizzando cose che nei soliti show sulle pedane nessuno nemmeno percepisce. In sostanza, hanno avuto un assaggio di quello che è l'aspetto interno della maestria di Moroni: pensieri, finalità, stati emotivi, criteri di scelta. Perchè l'espressione di un talento si vede da ciò che fa, ma le sue radici sono in fondo all'anima.

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