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11 ottobre 2011

Dall’antica Roma al Giappone, con un manga

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Thermae Romae, il manga che ha riscosso enorme successo di pubblica e critica in Giappone sta per sbarcare in Italia - Credit: Star Comics

Il 19 ottobre esce in Italia Thermae Romae, un libro di grande successo in Giappone. Al centro della storia le vicende comiche di un antico romano catapultato nel Giappone di oggi, alle prese con usi ed oggettistica hi-tech che, ovviamente, non comprende

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di Benedetta Fallucchi

Come reagirebbe un antico romano davanti a un multiaccessoriato bagno giapponese con tanto di Wc che emette musica? O davanti a un casco da parrucchiere? O, semplicemente, davanti a un cestino portabiti?
È questo – tanto semplice quanto efficace – lo spunto che fa da premessa a un insolito manga che ha ottenuto in Giappone un enorme successo di pubblico, oltre a due prestigiosi premi. Si intitola Thermae Romae, l'autrice è Mari Yamazaki e il 19 ottobre arriverà anche in Italia, pubblicato dalla casa editrice Star Comics.

Molti romanzi e film, per non parlare di fumetti e serie tv, hanno fatto ricorso ai mondi paralleli e altri espedienti ucronici. Tanto per fare qualche esempio, Mark Twain e Un americano alla corte di Re Artù, lo strutturatissimo La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo di Audrey Niffenegger, il classico Ritorno al futuro di Robert Zemeckis, le serie Star Trek e Lost. Di volta in volta lo stratagemma narrativo assume valenze diverse, parodistiche o finanche drammatiche, spesso presentando i malcapitati viaggiatori come una variante dell'indigeno di Rousseau nella loro incapacità di confrontarsi con gli oggetti quotidiani di una realtà e un tempo sconosciuti. 

In Thermae Romae l'aspetto che prevale è senza dubbio quello comico. Anche perché il protagonista del manga, Lucio Modesto, è sì totalmente stupefatto e incapace di raccapezzarsi nella nuova dimensione, ma mantiene sempre quel tanto di spocchia imperialistica degna di un cittadino di Roma. Il tutto, inoltre, è amplificato dai ricorrenti fraintendimenti dovuti all'incomunicabilità linguistica.
Lucio è un ingegnere romano dal fisico statuario (ovviamente), un progettista di terme che, durante l'impero di Adriano, cerca di accreditarsi e di uscire dall'anonimato. Ci riuscirà grazie a un inaspettato fato: durante un bagno termale, viene improvvisamente risucchiato in un buco sul fondo della vasca e si ritrova scaraventato nel Giappone moderno. Per la precisione si ritrova all'interno di un “onsen” giapponese – sullo sfondo della stanza la rappresentazione di un monte che ha tutte le fattezze del sacro monte Fuji ma che Lucio scambierà per il Vesuvio – circondato da strani volti, quelli dei giapponesi, ovvero il “popolo dalla faccia piatta”, nella sua definizione. Come spiega Claudia Bovini della Star Comics, a partire da questo episodio si dipanano le esilaranti avventure di Lucio. Scopre tecnologie o semplici strumenti “di cui non conosce la provenienza, dai quali rimane perennemente scioccato. Le espressioni di stupore di Lucio e le sue considerazioni sugli oggetti che incontra durante gli spostamenti sono la base su cui si sviluppa la comicità del manga”.

In Giappone la pubblicazione è già arrivata al quarto volume, annunciato per il prossimo dicembre.

Il riscontro in patria, a oggi, è stato enorme: sono state vendute 3 milioni di copie e Fuji Tv ha iniziato a girare una serie per la televisione. Così come i riconoscimenti ottenuti – l'Osamu Tezuka e il Manga Taisho Award – sono di tutto rispetto.  L'Osamu Tezuka è un premio in onore di Tezuka, ovvero colui che è ritenuto il padre del fumetto giapponese, mentre il Manga Taisho Award è promosso da un comitato formato dai principali esponenti delle librerie/fumetterie giapponesi, che eleggono il manga più popolare tra il pubblico. Niente male per un fumetto nato come un prodotto di nicchia, a detta dell'autrice.

E in Italia? La Star Comics – che porterà Mari Yamazaki a Lucca Comics – ha deciso di rischiare, sperando di incuriosire anche i connazionali con una storia tanto originale: è vero che la cultura delle terme fa parte del nostro patrimonio culturale, ma è anche vero che – a differenza dei giapponesi – non rientra più nelle pratiche di socialità italiane. D'altra parte, dice Bovini, “leggendo in anteprima Thermae Romae ci siamo subito accorti che i parallelismi tra Roma e Giappone, dal punto di vista della passione per le terme, sono più che fondati. Tutti gli episodi raccontati sono ampiamente documentati dal punto di vista storico e culturale e il risultato è assolutamente sorprendente”

Mari Yamazaki ha raccontato al quotidiano Asahi Shimbun all'indomani del conseguimento del  premio Osamu Tezuka nel 2010, che l'idea del manga è nata da diversi fattori. Dai racconti del marito italiano, amante della storia romana, e dal senso di smarrimento provato nei vari paesi europei in cui ha vissuto e in cui non era mai possibile farsi un bagno alle terme.
Durante la stesura del primo volume la mangaka viveva a Lisbona e tanto soffriva l'assenza delle terme che si era comprata una vasca di gomma per bambini dove, comprimendosi, riusciva a procurarsi un surrogato di bagno. In un contesto così “ostile”, l'unica consolazione era ritrovare, quasi ad ogni scavo visitato, resti di antiche terme romane: “Da un lato i romani che hanno lasciato strade e acquedotti meravigliosi, dall'altra i giapponesi con la ricca tradizione delle terme rigeneranti: quello che li accomuna è la cultura del bagno ed è il concetto che volevo trasmettere”.

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